Napoli: la raccolta differenziata per l’inserimento lavorativo per persone disabili
La spazzatura per creare occasioni di socializzazione ed inserimento lavorativo per persone diversamente abili.
È quello che fa la cooperativa Ottavia a Marigliano (area vesuviana della provincia di Napoli) con il progetto “Indifferentemente” che incoraggia la raccolta differenziata in una delle aree scelte come sito di stoccaggio dei rifiuti indifferenziati.
Presso il centro di aggregazione per persone disabili la cooperativa ha attivato un punto di raccolta differenziata: carta, alluminio, rame, plastica, vetro e componenti tecnologici dismessi vengono portati direttamente dai cittadini, sollecitati attraverso un certosino e capillare lavoro di “porta a porta” dagli stessi ragazzi della coop (sei, di età compresa tra i 20 e i 36 anni, quasi tutti con sindrome di down, accompagnati da quattro operatori), che hanno seguito un breve corso di formazione sulla raccolta differenziata e sulla necessità di adottare stili di vita sobri e rispettosi dell’ambiente.
“La raccolta differenziata - spiega Antonio D”Amore, presidente della cooperativa - è pretesto per noi per creare occasioni di socializzazione per i ragazzi, che in alcuni giorni della settimana accompagniamo a casa delle persone per confrontarci con loro sull’emergenza rifiuti, sul futuro dei nostri territori e sulle paure delle malattie causate dall’ambiente.
Così riusciamo a costruire reti sociali di protezione e relazioni calde e accoglienti”.
Il progetto, iniziato lo scorso maggio, sembra avere un certo successo nel comune vesuviano: stando ai dati di gennaio 2008, questo mese sono stati già raccolti 2500 chili di carta, 600 di vetro, una tonnellata circa di plastica e 97 di alluminio (gran parte delle lattine raccolte per terra: ne servono 65 per fare un chilo). “Aderiamo al Cial - spiega D’Amore - il Consorzio nazionale per l’alluminio, con il progetto Raccolta solidale che ci paga 50 centesimo a chilo per l’alluminio.
Dal vetro, invece, non abbiamo alcun ritorno economico, mentre il rame (quantità raccolta a gennaio: 12 chili) riusciamo a rivenderlo a tre euro e mezzo al chilo”.
La cooperativa si avvale della consulenza professionale di una ditta locale per lo smaltimento rifiuti, mentre la comunità “Il Pioppo” di Somma Vesuviana (che con la coop fa parte della Federazione “Città Sociale”) mette a disposizione del progetto un camion per i carichi pesanti e voluminosi.
Indifferentemente organizza anche la raccolta di vestititi vecchi - che vengono donati ad una comunità missionaria per poi essere selezionati e inviati in Sud America -, di mobili e di elettrodomestici funzionanti, messi a disposizione delle famiglie bisognose per essere riutilizzati. “Con questo progetto - conclude Antonio D’Amore - abbiamo cercato di promuovere uno stile di vita che avvicini le persone, faccia sentire l’altro come amico utile e disponibile a
fare un po’ di strada insieme”.
FONTE:
SuperAbile.it
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