Reggio Emilia: Nasce il Comitato Famiglie e Amici Bambini Disabili

Chiedono alle istituzioni di aiutarli a coprire i costi delle cure che servono per l’autismo. E’ a questo scopo che è nato il Comitato provinciale famiglie e amici bambini disabili di Reggio Emilia. Ma già prima di costituirsi il Comitato aveva ottenuto un risultato: il Consiglio comunale di Reggio aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno secondo cui il sindaco e la Giunta si impegnavano a fare in modo che il metodo Aba (che sta per Applied behavior analysis, l’analisi applicata del comportamento che fa leva sull’imitazione guidata per insegnare ai bambini autistici) fosse co-finanziato ed erogato dagli enti pubblici.
“L’Aba è una delle poche terapie citate nelle linee guida nazionali per l’assistenza delle persone autistiche riconosciute dalla Società italiana di neuropsichiatria infantile – dice Tania Riccò, del neonato Comitato provinciale per i bambini disabili -. Ciononostante l’intero peso organizzativo ed economico finora è sempre gravato sulle spalle delle famiglie, escludendo quindi molti minori dalla possibilità di ricevere una terapia adeguata per contrastare questa malattia”. Ecco perché vogliono – si legge nello statuto – che sia esteso anche ai bambini autistici l’assegno di cura che spetta alle persone non autosufficienti.

L’impegno del Comune di Reggio, ribadito a fine gennaio, era arrivato nel novembre scorso a seguito di due mozioni, una popolare e una presentata da otto consiglieri reggiani, forte anche della lettera che alcune famiglie avevano scritto al Parlamento e forte anche di quando accaduto di recente in Veneto, dove la Regione contribuirà alle spese sostenute dai genitori per la riabilitazione dei loro bambini con il metodo Aba.

Tra gli altri scopi del Comitato provinciale ci sono poi alcune azioni per fare pressione sulle istituzioni, come ad esempio sollecitare il Servizio sanitario regionale e l’Ausl di Reggio a dare piena attuazione alle linee guida in materia di “Assistenza alle persone affette da disturbi dello spettro autistico” (in particolare per quello che attiene le 20 ore settimanali di terapia previste), verificare che inizi già nel 2008 la formazione degli operatori socio sanitari sul metodo Aba e garantire continuità alle famiglie che già adottano questa metodologia, “che dovrà essere rimborsata dal sistema sanitario”, si augura Tania Riccò.
Ma gli obiettivi del Comitato famiglie e amici bambini disabili non finiscono qui: i genitori vogliono accordarsi con le farmacie comunali sul costo degli integratori dietetici per le persone autistiche che seguono regimi alimentari particolari, vogliono invitare l’Ausl di Reggio e l’ospedale Santa Maria Nuova a promuovere un progetto di ricerca sulla relazione tra autismo e disturbi gastroenterici correlati all’alimentazione e, infine, vogliono vedere se c’è la possibilità di ampliare le tipologie d’intervento offerte dal Sistema sanitario regionale.
SuperAbile.it

Un pensiero su “Reggio Emilia: Nasce il Comitato Famiglie e Amici Bambini Disabili

  1. Buongiorno,abbiamo due gemelline di 6anni ,con l’aut,cu interessa sapere il nome di questo associazione,grazie.Fam.Amoretti

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