Emiliano Disabile: Disoccupato nonostante abbia Vinto un Concorso

Non sa di chi sia la colpa, se del governo o dell’università di Firenze. Non accusa, non alza mai la voce, tiene musica classica di sottofondo, in questa sua casa che dovrà lasciare al quinto piano, con un ascensore così stretto che ogni volta lo costringe a smontare le ruote della carrozzella. La voce dall´ufficio concorsi dell´ateneo, vecchia di dieci giorni fa, ha qualche «imbarazzata reticenza». Ha vinto il concorso come tecnico laureato a novembre, avrebbe dovuto cominciare a lavorare a fine 2008, primi 2009. Invece. «Era pure la giornata mondiale dedicata alle persone disabili: il presidente Napolitano aveva appena detto che le università devono valorizzare al meglio le risorse possedute dai diversamente abili e promuovere le loro abilità fisiche e mentali».

Invece: l´ateneo revoca i concorsi, dicono che è colpa della legge 180 riformata che separa le accademie in virtuose e non virtuose (dipende dal rapporto spese per il personale e fondo di finanziamento ordinario). Firenze finisce fra le seconde e le assunzioni sono bloccate. Emiliano si procura il testo della legge: «Pur non essendo esperto di aspetti legali, curiosamente constato che la legge 180 non sembra modificare l´articolo 66, comma 13 della legge 133 laddove quest´ultima escludeva le categorie protette da ogni blocco di assunzione». Per fare quel concorso, Emiliano ha dovuto lasciare l´assegno di ricerca – 1200 euro al mese – e da settembre è senza stipendio: ha una compagna (medico, precaria pure lei) e una bambina di tre anni che in salotto sta arredando l´albero di Natale. Certi incroci sono inevitabili e senza rimedio: «E´ successo il 4 giugno del 2007, avevo finito il lavoro al laboratorio del polo di Sesto, dipartimento di Fisica, ero precario avevo un assegno di ricerca. Appena uscito, in moto, l´incidente». Velocità ridotta, caduta, responso senza appello: lesione irreversibile al midollo. Fine delle corse. La vita ricomincia da un´altra parte dello stesso mondo, quella dove i gradini diventano pareti e battere sui tasti del computer con il solo dito pollice una conquista. Emiliano Sali ha scritto una lettera ai giornali che si intitola: «Come lasciare un disabile… a piedi».

Ripercorre le tappe di questa sua storia sbagliata: da disabile, senza Inail, può contare su una pensione di poco più di 240 euro al mese, perché «gli invisibili» partono da dietro, non vale la stessa linea di partenza: «Tutti hanno cercato di aiutarmi al mio dipartimento, ma non dipende da loro. Io non capisco di chi sia la colpa: del governo che vuol far pagare la crisi anche ai disabili o del governo che non sa scrivere una legge che ci tuteli? O dell´università disposta a colpire un quasi-dipendente disabile pur di risparmiare qualche euro? O dell’università incapace di interpretare correttamente la legge?»

FONTE:

Firenze.Repubblica.it

Un pensiero su “Emiliano Disabile: Disoccupato nonostante abbia Vinto un Concorso

  1. Anch’io mi trovo nella stessa situazione lavorativa di Emiliano, anch’io disabile anche se non così grave, anch’io vincitore di un concorso all’università di Firenze del novembre 2008, infine anch’io senza lavoro o un qualsiasi ammortizzatore sociale, perchè per fare il concorso mi sono dovuto licenziare ed iscrivermi alle liste di collocamento. al di là delle belle parole gonfie di retorica del “buon “Napolitano il resto è aria fritta, come si dice a Firenze:”…grucciate agli zoppi!”

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