La politica trapanese non crea occupazione per le persone disabili

La mancanza di occupazione per i disabili in Sicilia contrasta, tra l’altro, con una legge creata ad hoc, la Legge 68 del 12 marzo 1999, detta “del collocamento obbligatorio”, che obbliga le aziende ad assumere persone disabilli.
In Sicilia la normativa non ha avuto un particolare riscontro. Secondo quanto si evince dai dati regionali, una delle categorie più discriminate in Sicilia in ambito occupazionale è appunto quella degli invalidi: solo il 39,50 di loro è stato assunto regolarmente, mentre la media nazionale ammonta a 73,10, ovvero 33 per cento in più.

A conferma della situazione di disagio dei disabili siciliani, ecco la dichiarazione del signor Michele Morsello, Presidente dell’Associazione Italiana per la Solidarietà di Marsala, alla nostra redazione:
“Io sono un disabile e, sia in quanto disabile che come presidente dell’Associazione Italiana per la Solidarietà, vorrei porre all’attenzione dei politici un problema che coinvolge parecchi dei disabili della provincia di Trapani : la mancanza di lavoro.
Nel trapanese tutti i politici se ne fregano, non c’è la giusta attenzione: io capisco il momento di crisi delle aziende, che per questo tendono a fare meno assunzioni, ma ritengo che le amministrazioni debbano muoversi in qualche maniera al fine di fare lavorare anche noi disabili.
Al nord le amministrazioni comunali si muovono affinché questo avvenga, non capisco perché qua al sud tutti noi disabili siamo costretti a stare a casa senza poterci rendere utili alla società. Tra l’altro, la legge numero 68 del 1999 ha decretato che i contributi che un’azienda deve pagare per un lavoratore disabile sono minimi: per cui, un disabile costa meno all’azienda rispetto ad un normale lavoratore!”.

Il signor Morsello ha poi continuato esprimendo tutto il suo disagio: “Vorrei sottolineare che il nostro non è un problema solo di denaro, ma anche e soprattutto psicologico: è normale che una persona costretta a stare a casa tutto il giorno senza fare niente stia male…”
Qual è la sua proposta: cosa vorrebbe facessero i politici del trapanese per aiutarvi?

“Non ho un’idea precisa: vorrei solo si adoperassero affinchè migliori anche la nostra posizione nella società dandoci più possibilità di prestare il nostro lavoro…”
L’Associazione Italiana per la Solidarietà è un’Organizzazione di Volontariato che riconosce le sue radici nei valori dell’amicizia e della solidarietà e che intende aggregare giovani, anziani, donne, uomini, migranti diversamente abili, senza differenziazione o discriminazione alcuna, sotto il motto unitario e fondativo di “SIAMO TUTTI DISABILI” al fine di rendere attivo un costrutto ideale ed operativo di volontariato che porti alla costruzione di una società basata sui principi costituzionalmente riconosciuti dell’uguaglianza, della democrazia e della solidarietà.

FONTE:
A.Marsala.it

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