A Bari: Ancora troppe Barriere Architettoniche impediscono ai Disabili l’Accesso alla Nuova Metropolitana

A Bari il metrò corre a singhiozzo per le persone in difficoltà. Per prenderlo devi essere Indiana Jones, con tanto di mappa, soprattutto nel centro cittadino. Le fermate nevralgiche di Via Quintino Sella, via Brigata Bari e via Francesco crispi non sono abilitate ad accogliere la clientela disabile e per espressa ammissione della direzione aziendale, la situazione non sembra destinata a cambiare. Allora? Arrangiatevi! È nata il 22 dicembre, inaugurazione in pompa magna, la metropolitana del Norbarese, 4 chilometri di circuito cittadino. È stata sbandierata come una delle più accessibili d’Europa, Peccato che i disabili debbano ancora fare la caccia al tesoro. Arrivo dalla provincia, l’avventura inizia al mitico snodo degli autobus di viale Capruzzi, con personale corredo di carrozzella e stampelle, per fortuna.

La biglietteria del metrò è in piazza Moro, dall’altra parte della stazione, per raggiungerla bisogna affidarsi alle scale di binario, quelle del sottopasso, gialle verdi e rosse per intenderci. Ci avevano avvertito che una delle gradinate, quella gialla, in corrispondenza del piazzale Ovest, era munita di servoscala. Non c’è molto tempo, per attivare il servoscala c’è bisogno di chiamare le maestranze, la scala sembra invisibile, la troviamo dopo mezzora, su indicazione di una vecchia rom, accoccolata a chiedere l’elemosima. Intanto abbiamo chiuso la carrozzina e ci siamo decisi a salire a piedi, con buona pace dei nostri muscoli e dei passanti che si offrono attoniti per darci una mano, se avessimo aspettato, avremmo sicuramente perso il treno, ma non importa… È possibile che ci sia una sola scala agibile? Decidiamo di rivolgerci all’ufficio disabili delle Fs.

Poco male, siamo tornati a riveder le stelle, in fondo cercavamo la metropolitana, la biglietteria è a pochi passi. Hanno una pedana mobile, la montano alla bisogna. Quando arriva un disabile, una solerte e gentile impiegata, spinge un pulsante rosso e avverte gli addetti che si precipitano e la apprestano, come un ponte di barche. Ma come si fa ad individuare il disabile che arriva? Bisogna avere pazienza – ribadisce la direzione – l ‘accompagnatore dovrebbe bussare e avvertire. Il biglietto costa un euro, per arrivare ai binari c’è un modernissimo servoscala, carrelli elevatori per salire sul treno, personale ausiliario in tutte le quattro fermate del S. Paolo. L’azienda rincara la dose: «Ci sono dei cartelli in tutte le fermate – dice – alla partenza il disabile è avvertito che queste fermate sono sprovviste del servizio».I cartelli ci sono, ma bisogna trovarli col lanternino. La solita storia, ma al peggio non c’è mai fine. Apprendiamo che le stazioni di Macchie, Sovereto e… udite udite: Barletta Centrale non sono attrezzate per il trasporto delle persone con handicap, ci sono solo due binari d’entrata e – sempre secondo la direzione aziendale – è difficile prevedere la messa a norma in tempi brevi. La situazione provvisoria rischia di farsi endemica come sempre. La nuova metropolitana sferraglia già su traversine vecchie e forse invecchierà anzitempo.

FONTE:

LaGazzettaDelMezzogiorno.it

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