Montesilvano (PE): a un bambino autistico viene negata la comunione
Doveva fare la comunione insieme ai suoi compagni, ma il sacerdote gli vieta l’eucarestia perché non è in grado di comprendere. È successo a un bambino autistico di dieci anni di Montesilvano appartenente alla parrocchia San Giovanni Bosco di cui è parroco don Giampietro Pittarello. La storia è stata denunciata sulle pagine de “Il Centro” da Claudio Ferrante, segretario sindacale della Cgil presso il Comune, che ha parlato di vera e propria “discriminazione” perché la parrocchia di San Giovanni Bosco avrebbe negato l’eucarestia al bambino per non “rovinare” la cerimonia con i suoi gesti incontrollati. A Ferrante replica il sacerdote che ha detto di non aver proibito a nessuno di fare la prima comunione, ma che anzi si era messo a disposizione della famiglia per trovare insieme una soluzione e impartire il sacramento in un momento diverso dalla celebrazione del 31 maggio, giorno delle comunioni.
La settimana scorsa il bambino ha comunque ricevuto il sacramento presso l’asilo gestito dalle suore della Presentazione durante la messa officiata da don Antonio Palmucci, parroco della chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria a Pescara. “L’eucarestia si può dare anche ai disabili mentali, lo dice la Chiesa -, ha spiegato a “Il Centro” il sacerdote – “ma non sono stato tanto a indagare su cosa è successo. Mi è stato chiesto di presiedere a una celebrazione e l’ho fatto con piacere. Al termine della messa – racconta il parroco – ho baciato il bambino e lui mi ha abbracciato: è stata una cerimonia toccante”. Sull’intera vicenda Ferrante non nasconde tutta la sua amarezza: “Così non si tende una mano a chi soffre ma gli si dà uno schiaffo. Anche il papa Benedetto XVI nella sua esortazione apostolica Sacramentum caritatis dice che venga assicurata la comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l’eucarestia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna”. “Mi sento offeso per quello che è accaduto – continua – il bambino ha dovuto partecipare alla cerimonia senza gli amici di sempre mentre invece gli autistici hanno bisogno di seguire schemi abitudinari”. Don Giampietro Pittarello assicura però di non aver mandato via nessuno e ricorda come il bambino frequenti il gruppo scout della parrocchia e come venga seguito dagli educatori, partecipando anche al ciclo di incontri per la catechesi: “È risaputo – spiega sul quotidiano – che nella nostra parrocchia tutti sono i benvenuti. Durante le celebrazioni, ci sono disabili che gridano e corrono ma questo non ci ha mai dato fastidio. È così anche per il bambino artistico”.
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