La Storia di una Ragazzina Disabile che non può Usufruire di un Servoscala per Cavilli Burocratici

Diversamente AbiliUna vicenda triste, che vede come protagonista Adele, una ragazzina di 13 anni e cerebrolesa a livello motorio fin dalla nascita. Il 14 Febbraio del 2008, Maria Pollicino, madre della ragazza presenta una domanda al Comune di Venetico per informarlo dell’intenzione di voler acquistare e montare un servoscala fondamentale per far accedere Adele al primo piano di un edificio di proprietà della suocera.  Un problema presentatosi di recente dato che la ragazzina è cresciuta: “Quando mia figlia era più piccola non avevo grossi problemi a prenderla in braccio, ma adesso per me è diventato un problema, considerando che anch’io sono invalida.Inoltre, essendo che mio marito lavora fuori sede, avevamo pensato di installare questo apparecchio per risolvere il problema.” Una domanda semplicemente finalizzata ad ottenere un contributo dalla regione.

La signora invia la richiesta con la speranza di avere dal Comune le dovute autorizzazioni. L’ufficio tecnico respinge una prima volta la domanda poiché mancante della data di inizio dei lavori. Una volta ripresentata, le viene nuovamente respinta perché per istallare il servoscala occorre una concessione edilizia secondo quanto riportato dall’architetto del Comune di Venetico in considerazione dell’art. 5 della legge regionale 35/87. La madre si oppone alla necessità di tale concessione stavolta con l’aiuto dell’avvocato, Antonino Schepis, il quale in una lettera specifica che in conformità alla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche del 9 gennaio 1989, n13, “per l’opera che si intende realizzare non è necessaria alcuna concessione edilizia”. Decide così di cominciare i lavori di installazione. Il Comune ribadisce che non può farlo senza la sua l’approvazione e che adesso è necessaria non più una concessione, ma un’autorizzazione edilizia in edificio già dichiaratamente esistente.

L’avvocato scrive così un’ulteriore lettera dichiarando che l’intero corpo edilizio è già in possesso di regolari concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Venetico nel 1973 e nel 1997 precisando che l’intervento da effettuare non riguarda una piattaforma elevatrice, ma un servoscala il cui lavoro è assimilabile ad un impiantista da arredo, non costituente elemento edilizio. Il 5 Agosto giunge l’ordinanza di sospensione dei lavori, mandata dal tecnico alla suocera, proprietaria dell’immobile ed alla ditta esecutrice dei lavori , la “Leto ascensori”. Il 4 Settembre scorso il comando della Polizia municipale effettua il sequestro giudiziario del servoscala. Il responsabile dell’ufficio tecnico, Dario Emmi, ribadisce:” Noi richiediamo solo che la signora si metta a norma e faccia una domanda riportando tutti i dati occorrenti per l’esecuzione dei lavori. Solo allora rilasceremo l’autorizzazione.”
Una vicenda paradossale, rivestita di pratiche burocratiche che hanno reso la situazione di una ragazzina disabile quasi alla portata di una grande speculazione edilizia.

FONTE:

TempoStretto.it

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