Grazie al Progetto Piezomusicolor a Milano anche gli audiolesi potranno ascoltare la musica

Sordi, audiolesi, persone il cui udito si va affievolendo con l’età: in Lombardia sarà ora possibile vedere, ascoltare, toccare la musica e i suoni con le mani. Grazie al Progetto Piezomusicolor diventa, infatti, possibile accomodarsi in poltrona e godersi una funzione multisensoriale del suono. Il Progetto – promosso e cofinanziato con un contributo di 100mila euro dalla Direzione generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale della Regione Lombardia e dal Politecnico di Milano – consiste in un kit composto da poltrone strumentate poste di fronte a uno schermo sul quale si dipana dinamicamente, con i colori dell’arcobaleno, l’autoritratto analogico dei suoni. E così normoditati e ipoudenti possono, vedere, toccare e, col residuo di udito, ascoltare la musica e la voce limitandosi ad appoggiare le mani e la schiena su attuatori vibro tattili.

“La Regione Lombardia – ha detto l’assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli – da sempre crede e investe nell’innovazione scientifica e tecnologica, un concetto spesso ripreso dal presidente Formigoni”. “In particolare – ha continuato Boscagli – per il settore sociale e socio sanitario le nuove tecnologie giocano e giocheranno sempre più un ruolo di grandissima importanza. Il progetto Piezomusicolor si inserisce perfettamente dentro questo contesto: andare incontro alle persone con disabilità utilizzando tutte le risorse possibili, per metterle nella condizione di vivere una vita normale. In questo caso dare la possibilità a chi è ipoudente o non-udente di vivere l’esperienza dell’ascolto della musica”.

Alla realizzazione del kit hanno lavorato il fisico italiano Giuseppe Caglioti, il chimico fisico svedese Goran Ramme e la regista russa Tatiana V. Tchouvileva. “I componenti del dispositivo Musicolor – ha spiegato Caglioti – sono la luce bianca come quella del sole che incide su una membrana snella di spessore nanometrico, sottoposta alla pressione acustica del suono o della musica e, come fosse una bolla di sapone, la membrana trasparente appare colorata e invia su uno schermo i colori in direzioni dettate dalla musica o firmate dalla voce”. Il kit Piezomusicolor, dopo l’anteprima in Regione Lombardia, farà un tour dimostrativo in altre parti d’Italia. Intanto è già prevista l’evoluzione del sistema: con i fondi raccolti grazie al 5 per 1000 dal Politecnico di Milano, si sta già sviluppando un sistema per trasformare i suoni in impulsi di linguaggio Braille per consentire la fruizione della musica anche alle persone non udenti e non vedenti.

FONTE:

SuperAbile.it

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