turismo accessibile disabili

La situazione del turismo accessibile per disabili

Al giorno d’oggi si sente parlare sempre più di frequente di turismo accessibile per disabili: una realtà che coinvolge non solo le strutture ricettive, ma anche gli itinerari. Dai luoghi di intrattenimento ai musei, dagli hotel ai ristoranti, dai bed and breakfast alle abitazioni private: qual è la situazione nel nostro Paese in questo momento? Per trovare una risposta a questo interrogativo è necessario partire dal presupposto che il turismo è un diritto di tutti, incluse – ovviamente – le persone con disabilità. Anzi, per loro a maggior ragione esso rappresenta un’opportunità ancora più importante in termini di inclusione sociale, di pari opportunità e di pari dignità.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese, la situazione relativa al turismo accessibile può essere considerata a macchia di leopardo: questo vuol dire non tanto che le iniziative mancano, quanto piuttosto che esse sono distribuite in modo non uniforme, quasi frastagliato. Il bicchiere, tuttavia, può essere visto come mezzo pieno, soprattutto perché nel corso degli ultimi anni sono stati evidenti e significativi i passi in avanti che sono stati compiuti in proposito. Al di là delle motivazioni etiche, in effetti, non si può trascurare anche la convenienza economica, per un settore che non è di nicchia, come si potrebbe essere portati a pensare erroneamente, ma coinvolge milioni di persone. Non bisogna tenere conto solo dei disabili in senso stretto, infatti, ma anche di tutte le persone che hanno esigenze specifiche, come per esempio gli anziani, e soprattutto degli accompagnatori.

Una maggiore attenzione sul tema del turismo accessibile per disabili è dimostrata anche dall’aumento degli articoli dedicati a questo argomento, con un proliferare di convegni, di seminari gestiti da esperti e di conferenze. Le attività di adeguamento e di formazione si vanno via via moltiplicando, poiché l’accessibilità universale è ormai un’esigenza sentita da tutti. Certo, c’è da intendersi su cosa si intenda per turismo, visto che esso può essere praticato ovunque, dalla più grande città d’arte al più sperduto villaggio di montagna. In diverse realtà locali, tuttavia, l’impegno è consistente, come dimostrato dalla selezione di itinerari ad hoc e dalla trasformazione di beni culturali. Ciò che conta, però, è che i soggetti disabili siano anche messi nelle condizioni di potersi spostare in completa autonomia, sfruttando i mezzi di trasporto pubblici per non gravare sempre sugli accompagnatori.

La progettazione universale e i diritti delle persone con disabilità

Un tema importante è quello della progettazione universale, a cui si fa riferimento niente meno che nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Essa impone la necessità di tenere in considerazione la diversità sociale degli individui sin dall’origine: è per questo che gli spazi interni e quelli esterni devono essere progettati in modo tale da poter garantire la massima fruibilità e un’accessibilità per tutti, senza che le specificità del singolo vengano compromesse. Nel momento in cui l’inclusione sociale viene promossa e affermata, a trarne beneficio sono anche gli anziani. Nell’epoca attuale, non si può far finta di non sapere che l’età media della popolazione si sta alzando sempre di più, e ciò determina una moltiplicazione dei problemi di salute che si presentano con l’invecchiamento.

L’atteggiamento degli operatori del settore

Troppo spesso, tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e nel passaggio dalla teoria alla pratica si smarriscono molti buoni propositi: tra gli addetti ai lavori e gli operatori del settore, infatti, si riscontra ancora adesso una eccessiva indifferenza. Ciò vuol dire che, per esempio, non vengono investiti soldi per migliorare l’accessibilità delle strutture, ma piuttosto si preferisce rinunciare a quella quota di clienti portatori di handicap. Un comportamento simile, al di là delle implicazioni morali che fanno riferimento alla sfera personale di ognuno, è destinato ad avere ripercussioni a livello economico, ed è figlio di una visione miope e non a lungo termine. Resta da capire, tuttavia, da che punto di vista la comunicazione sia risultata fallimentare se ormai è passato mezzo secolo dalle prime leggi riguardanti la distruzione delle barriere architettoniche: è come se le barriere architettoniche venissero meno ma quelle mentali fossero ancora solide e robuste.

Come far capire il tema dell’accessibilità

A parziale giustificazione di chi compie – anche in modo involontario – azioni caratterizzate da una connotazione discriminatoria, c’è da sottolineare come non sia semplice spiegare il tema dell’accessibilità. Le barriere architettoniche in senso stretto rappresentano solo una parte delle barriere che devono essere eliminate: esse corrispondono a tutti quegli ostacoli fisici, tra i quali i tavoli troppo alti, le porte troppo strette o le scale prive di scivoli, che rendono impossibile ai soggetti che si spostano su una sedia a motore o a rotelle riuscire a fruire di strutture e luoghi in modo normale.

Tra le barriere architettoniche che troppo spesso vengono dimenticate, comunque, ci sono anche quelle sensoriali, che finiscono per penalizzare coloro che hanno una disabilità di tipo cognitivo, di tipo uditivo o di tipo visivo. Si tratta della mancanza di riferimenti appropriati e necessari che sarebbero utili a queste persone: per sopperire a tale lacuna si può provvedere con l’aggiunta di supporti testuali semplificati per i disabili cognitivi, di supporti luminosi per i non udenti e di supporti tattili e audio per gli ipovedenti e per i non vedenti.

L’impegno da affrontare non è certo di lieve entità, e anche per questa ragione sono state fornite a livello istituzionale delle linee guida ad hoc finalizzate all’eliminazione di barriere sensoriali e architettoniche. Le esigenze che devono essere assecondate sono numerose, e non sempre è così semplice soddisfarle tutte. Il livello di autonomia personale è uno dei fattori che condizionano la disabilità di un individuo, ma certo è che il coraggio, l’esperienza o l’intraprendenza possono essere inutili di fronte a barriere che non possono essere superate: sia quelle fisiche che quelle culturali.

Un pensiero su “La situazione del turismo accessibile per disabili

  1. Siamo una Onlus specializzata nell’organizzare viaggi adatti alle persone disabili. Pensiamo che viaggiare sia un diritto di tutti e che sia fondamentale conoscere il mondo per crescere a livello personale. Sappiamo anche che, per le persone con disabilità fisica o psichica, viaggiare può essere molto complicato. Per questo abbiamo deciso di fare dei viaggi la nostra specialità: organizziamo ogni anno diversi viaggi assistiti ed accessibili, progettati su misura in base alle esigenze ed ai desideri di chi sceglie di viaggiare con noi.
    Il nostro sito ha inoltre una sezione dedicata al blog, in cui spaziamo tra diversi temi, non solamente legati al mondo della disabilità nelle sue molteplici sfaccettature, ma anche all’integrazione nella società, alle innovazioni tecnologiche e scientifiche. Abbiamo cominciato ad ospitare articoli scritti anche da altre associazioni della zona sud di Milano, perché il nostro scopo è creare una grande rete di solidarietà.
    http://www.concreteonlus.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.