L’Adaptive Rowing senza limiti

Adaptive RowingL’Adaptive Rowing è oggi una delle discipline praticate dagli atleti disabili. L’Adria è stata la prima in regione ad abbracciare questa nuova attività, che ha visto in Luciana Sardo la promotrice e coordinatrice.
La nazionale italiana ai recenti mondiali di Monaco di Baviera ha infatti qualificato ben 4 imbarcazioni ai Giochi paralimpici di Pechino 2008.
Ma Adaptive non è solo agonismo, significa anche dare la possibilità ai disabili di remare su una imbarcazione da canottaggio, ritrovando fiducia nelle proprie capacità.

L’Adria è la prima in regione (e una delle prime in Italia) ad aver aderito a questo tipo di attività e la promotrice e coordinatrice del progetto in Sacchetta è Luciana Sardo, consigliere della società e atleta master. «Quando l’anno scorso la Federcanottaggio invitò tutte le scietà italiane ad aderire e quindi tesserarsi all’Adaptive, trovai subito l’entusiasmo nella mia società in particolare nella persona dell’avvocato Terrano e mi misi subito a disposizione, visto che anche il mio lavoro mi vede coinvolta con questo tipo di persone.
Ho elaborato nella primavera del 2006 un progetto che fu anche presentato alla stampa e che dopo poco fu reso operativo grazie anche alla generosa disponibilità di due atleti: Raffaele Zarri ed Elisa Del Ben, entrambi diciassettenni, che si misero a disposizione delle prime due ragazze coinvolte in questa prima fase.
Questo tipo di attività è stato reso possibile anche grazie alla fattiva collaborazione di due associazioni che costituiscono a Trieste due importanti realtà nel settore dei diversamente abili: Il Cenacolo e Una chiave per la mente, Istituto per lo sviluppo e l’integrazione, la mediazione al servizio del benessere psicofisico.

Per tre volte al mese, in tre giornate consecutive, i due ragazzi frequentavano la società, superando un po’ alla volta le prime difficoltà, passando dal gesto tecnico sul remoergometro, alla tecnica appresa nella vasca voga, al superamento di uno step importante come quello di salire su una barca, una jole a quattro, che poi doveva spostarsi su un elemento non sempre rassicurante come il mare.
Devo dire che grazie all’opera dei due giovani istruttori, è stato possibile fare delle uscite vere e proprie: una grande conquista per le due ragazze, per noi del gruppo Adaptive dell’Adria, ma anche per lo sport del canottaggio.
 
Tra breve riprenderemo l’attività cercando, grazie al mio interessamento rivolto anche al mondo della scuola, nuove persone interessate a provare a remare, non escludendo da questo tipo di attività di riuscire ad aderire anche all’attività agonistica prevista in Italia per l’Adaptive».

FONTE:
Superabile.it

Un pensiero su “L’Adaptive Rowing senza limiti

  1. LPrima di leggere questo articolo non conoscevo l’esistenza dell’Adaptive Rowing. Però dovrebbe essere davvero interessante e divertente come sport

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