Giuliano Vignozzi.. un dono d’amore

GIULIANO VIGNOZZI….UN DONO D’AMORE
“Se dovessi rinascere…vorrei rinascere disabile!”

Ci sono grandi uomini che fanno piccolo il mondo, ci sono piccoli uomini che rendono grande il mondo e coloro i quali li hanno conosciuti. E’ il caso di Giuliano Vignozzi, 57 primavere, fiorentino di Lastra a Signa, piccolo comune alle porte di Firenze, deceduto il 25 settembre 2006, dopo aver accusato un malore mentre era quasi al traguardo della sua ennesima corsa, la gazzetta Run del 24 settembre a Firenze. Perche’ parlare di Vignozzi ? Giuliano era disabile, ma non un disabile qualsiasi, non un automa, ma un dinamico, dove il dinamismo e la vitalità erano caratteristiche fondamentali della sua esistenza. Nel 2005 volle festeggiare le nozze d’oro con la sua disabilità, 50 anni costretto su una sedia a rotelle colpito in eta’ infantile da poliomelite acuta. E’ facile parlare bene quando viene a mancare una persona, ma non nel caso di Giuliano, no, non si potrebbe parlare abbastanza della sua vita, del suo operato, di ciò che faceva e ha fatto. Giuliano ha dedicato tutta la sua intera esistenza agli altri, era uno sportivo a 360° che aveva messo la sua esperienza al servizio di tutto il movimento dei diversamente abili, tanto da essere stato uno dei promotori, nel 2003, della nascita dell’Associazione gruppo sportivo Unità spinale di Firenze, una realtà che cerca di aiutare le persone rimaste disabili a seguito di incidenti a reinserirsi nella vita normale attraverso lo sport.
“Io sono disabile dalla nascita – spiegava sempre -. Sono cresciuto così e ho imparato a guardare avanti, ma ragazzi che si trovano da un giorno all’altro su una carrozzina, dopo un incidente, devono essere aiutati, per poter tornare a vivere normalmente e superare lo shock”. La sua forza e il suo entusiasmo lo avevano portato a essere protagonista e promotore di tanti eventi e iniziative nel campo dello sport e del sociale.
Tanti aneddoti, tantissime cose si possono raccontare di lui, era un confratello della locale Misericordia, si divideva, non si fermava mai, tra le altre cose era anche istruttore di guida per disabili ed in molti lo ricorderanno alla guida di uno speciale moto a 4 ruote fare assistenza all’ultimo Passatore, dopo che, lui stesso di passatori ne ha vinti parecchi in sella alla sua hand-bike. Dirigente del Comitato Paralimpico Italiano, era anche alla guida insieme all’amico Porcini del Gruppo sportivo handicap toscani, una polisportiva che ha portato diversi atleti alle Olimpiadi di Atene e a quelli recenti di Torino 2006. Cosi lo ricorda Giancarlo Romiti, presidente della Firenze marathon: “Quando c’era una corsa, lui era in prima fila e cercava di spingere altri atleti diversamente abili a seguirlo, riscoprendo la gioia di fare sport insieme. Da alcuni anni collaborava con noi, come responsabile per gli atleti diversamente abili e, negli scorsi mesi, si era già messo in moto per organizzare alla grande la partecipazione all’evento del prossimo novembre. Era una persona unica”.
Per Giuliano lo sport e le attività sociali erano inscindibili, ha insegnato in tutti questi anni a tanti giovani a guardare avanti, ad avere la forza di ricominciare, perchè secondo lui si può vivere normalmente anche attraverso la disabilità e al contempo si impegnava perchè la società cancellasse le barriere. Ha vinto di tutto di più nella sua carriera sportiva, le maratone e alcune ultra sono nel suo palmares, perchè la disabilità per Giuliano era una profonda ricchezza e nello sport otteneva performance che, per un normodotato, sono quasi impensabili. Ha riempito tanto di sè, ha riempito il cuore di chi lo ha conosciuto ed ora lascia un vuoto davvero incolmabile.
Nel 2003 lanciò “UN DONO D’AMORE “, una particolare iniziativa che ha portato tanti atleti disabili, ma anche podisti di vario livello a percorrere in pochi giorni, una staffetta Firenze-Roma, per sensibilizzare e promuovere iniziative di solidarietà sulla donazione del sangue, degli organi, del midollo osseo. Nel 2005 UN DONO D’AMORE, ha visto impegnato Giuliano in una grande impresa: il vero cammino di Santiago de Compostela, 856 km da San Jean in Francia fino alla cattedrale di Santiago, dove fu accolto con una cerimonia religiosa d’altri tempi. Ci ha preceduti, ma il suo ricordo impone a tutti degli interrogativi su quanto siamo davvero capaci di “essere dono per gli altri”, ci lascia una grande eredità. Diceva Giuliano: arrivare al traguardo è sempre una vittoria,
SE DOVESSI RINASCERE..VORRREI RINASCERE DISABILE.
La vittoria più grande è di riuscire a regalare una speranza, un sorriso per tutti quelli che aspettano “UN DONO D’AMORE “.
Questo scrissi un anno fa … per una grandissima persona che ha fatto tanto e per i disabili e per i normodotati, mi sono rammaricata di non averlo pototo seguire per il cammino di Santiago al quale mi aveva invitato, avevo scritto per lui una poesia, dal titolo Caro Giuliano, ma che non trovo più.. pace! lui l’aveva già letta…. Ciao Giuliano !!!! Ci manchi!!!
Gli approfondimenti su Giuliano Vignozzi li potete leggere qui cliccando sopra al titolo ->

 www.denisequintieri.blogspot.com 

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