Mio figlio ha le ali: otto famiglie con disabili si raccontano in un libro

Mio Figlio Ha le Ali”Dormiamo poco, abbiamo problemi di lavoro e siamo poco ascoltati dalle Istituzioni”.
La presentazione a Torino volti della disabilità
Un libro può essere un modo per condividere delle esperienze, per sentirsi meno soli e fare conoscere il proprio modo di vita ad altre persone. Sono otto gli autori del libro “Mio figlio ha le ali”, otto famiglie di diverse parti d’Italia che si sono unite per raccontare le proprie esperienze, il proprio modo di vivere.
Delle esistenze con un punto in comune: quello di avere un figlio con una disabilità grave.
Il volume è stato presentato oggi a Torino dalla presidentessa dell”associazione e coautrice Marina Cometto durante l’incontro “Lei non sa chi sono io se ci ascolta, glielo raccontiamo in un libro”, organizzato dall”Associazione Claudia Bottigelli.
Le famiglie che hanno realizzato il volume si sono incontrati su internet, hanno condiviso le proprie esperienza e hanno pensato di mettere la loro testimonianza per iscritto. “Noi genitori che abbiamo scritto questo libro – ha spiegato Cometto – abbiamo scoperto di avere molto in comune: dormiamo poco, abbiamo problemi di lavoro e siamo poco ascoltati dalle istituzioni”.
“Abbiamo un figlio disabile, – ha proseguito- ma vedendo la sua serenità, pur nella gravità, non siamo tristi. Cerchiamo di affrontare tutto “allegramente”. Continuiamo a vivere, anche se abbiamo dei problemi in più”.

“Mio figlio ha le ali” racconta le storie di “quotidiana disabilità”. Nonostante l’argomento sia molto serio, la scrittura è leggera; la vita è presentata con un sorriso e non come un fardello, e la narrazione, soprattutto in alcune parti, è allegra. ” è un libro per non far sentire soli i genitori. E’ nato per dare consigli a chi “inizia adesso”, a chi da poco ha cominciato questa esperienza, “perchè, racconta ancora Cometto, i primi tempi sono i più difficili.
Bisogna parlare della disabilità, senza tristezza, essendo anzi propositivi, senza chiudersi e piangersi addosso, con una vita che ha qualche impegno in più, ma senza parlare di “disagio” nè di “problema”.

Alla presentazione del volume si è affrontato anche il tema dell’atteggiamento delle istituzioni, della difficoltà di alcuni medici nell’affrontare la questione, dei fratelli e delle sorelle di bimbi disabili, che spesso vivono una condizione di disagio per gli equilibri particolari presenti all’interno delle famiglie (e per questo era presente anche l’altra figlia, normodotata, della Cometto).
Le storie raccontate nel volume sono diverse , ma hanno punti comuni: la nascita, la comunicazione della disabilità da parte dei medici, l’allontanamento degli amici e a volte anche dei parenti, il problema della scuola. “Mio figlio ha le ali” uscirà forse anche in versione audio, su Cd, per non dimenticare i non vedenti.
E anche per i giovani, che forse non leggono, ma possono ascoltare ” Perchè è importante che conoscano queste storie. E’ trasmettere la nostra esperienza di vita, che potrebbe rendere il mondo migliore”. In cantiere c’è forse il progetto di un secondo libro.

Fonte:
Sperabile.it

7 pensieri su “Mio figlio ha le ali: otto famiglie con disabili si raccontano in un libro

  1. Ciao a voi genitori autori del libro, sono un disabile al 100% e sono molto fiero di voi che avete trovato questo modo per raccontarvi, ma non dobbiamo lasciare finire questo libro così, la vostra esperienza, il vostro vissuto è insegnamento per tutti gli addetti al settore e dobbiamo far sì che dai medici agli insegnanti leggano questo testo come percorso di formazione quale realmente è. sono a disposizione per approfondimenti. giovanni

  2. Ciao sono Delia, la mamma di mirko, un ragazzo disabile grave di 34 anni.
    Ho letto con piacere il libro che ho trovato interessante e molto vario.
    Piacerebbe anche a me poter realizzare un progetto del genere con altri genitori, mi insegnate come vi siete mossi?
    Possiamo sentirci ancora, le esperienze di tutti possono rivelarsi olto utili per continuare serenemente il cammino.
    Grazie Delia

  3. Sono ancora io e rileggendo il commneto mi sono accorta che Mirko è uscito con la lettera minuscola, no LUI è una persona molto in gamba e speciale, io lo ammiro molto perchè è pieno di iniziarive, ottimismo e ama la vita cosa che ha insegnato a fare anche a me. Grazie MIRKO la mamma

  4. delia , giovanni scrivetemi alla mia mail combot@alice.it

    oppure al telefono della mia associazione 3383686730
    se cliccate sul mio nome al secondo commento potete conosceci meglio.
    marina

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