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I disabili sono solo un business?

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  1. alberto
    Member

    Non so se ciò che mi accingo a raccontarvi, trattandosi di esperienza personale, rivesta interesse di carattere generale e meriti, quindi, attenzione da parte vostra. Mi auguro di sì, considerando che i disabili hanno poche opportunità per dare voce alla rivendicazione dei loro diritti che troppo spesso sono oggetto di soprusi consumati nel silenzio e nell'indifferenza. Ma veniamo ai fatti.

    Portando gli strascichi di una poliomielite contratta in età infantile, sono costretto a fare uso di diversi ausili per mantenere qualche scampolo di autonomia. Tra questi, una sedia wc che mi mette in piedi dopo avere espletato le mie funzioni fisiologiche: in pratica, tramite un telecomando la seduta si solleva elettricamente mettendomi in grado di alzarmi come avviene nelle più conosciute poltrone. Senza questo ausilio devo essere sollevato di peso da due persone con grave pericolo per la mia incolumità.

    Nel 2007 acquistai la sedia presso la ditta Barbieri srl di Reggio Emilia, "capo fila" del gruppo "Progettiamo Autonomia" che nel proprio sito web si reclamizza come "un gruppo leader nella consulenza e nella commercializzazione di ausili per persone diversamente abili", affermando tra l'altro che "....il nostro lavoro non si esaurisce con la vendita del prodotto, il nostro impegno è infatti volto a garantire, nel tempo, una presenza reale attraverso informazioni, consulenza, soluzione di problemi, assistenza tecnica". Bellissime persuasive parole che mi indussero - ahimè - a privilegiare questa ditta nell'acquisto dell'oggetto al modico prezzo di 3500 euro non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale.

    Oggetto che non ha mai funzionato correttamente, costringendomi più volte a far ricorso a personale di assistenza. Ora la batteria non manteneva la carica, ora non si caricava affatto, ora si sgranavano parti del motore sicchè la sedia si sollevava obliquamente col rischio di cadute, ora si bloccava a metà alzata, ecc ecc.

    Ai primi di agosto la sedia ha esalato l'ultimo definitivo respiro. Per oltre un mese la ditta Barbieri ha "cercato" di rimetterla in vita, ma inutilmente, finchè ha optato per la sua spedizione alla ditta costruttrice in....Danimarca. Nel frattempo il sottoscritto doveva avvalersi quotidianamente di personale di assistenza. In ottobre la sedia mi viene riconsegnata, sporca di grasso e con due dita di polvere, ma apparentemente riparata. Dico apparentemente perche dopo due giorni si blocca di nuovo.....nuova spedizione in Danimarca mentre io reclamo a termini di legge la risoluzione del contratto e la restituzione della somma pagata, trattandosi di oggetto ancora coperto da garanzia. Richiesta respinta in quanto "avrei dovuto formularla prima della spedizione per la riparazione" (sic!).

    Il 27 novembre la sedia torna dal suo secondo tour nel nord Europa e mi viene consegnata da una raggiante responsabile dalla quale apprendo che la sedia stessa è stata sostituita con una nuova.......

    .......Peccato che, dopo 24 ore, si sia bloccata per l'ennesima volta!

    Che fare se non intraprendere un'azione legale, per ottenere il rimborso, nei confronti di una ditta il cui impegno è "volto a garantire nel tempo....soluzioni di problemi e assistenza tecnica"?

    Scritto 1 year Fa #
  2. alberto
    Member

    Grazie anche alla pubblicità che ho dato al problema in questo forum, il problema si è parzialmente risolto.

    Resta l'amara constatazione che noi disabili dobbiamo spesso lottare aspramente per vedere riconosciuti i nostri diritti, altrimenti negati.

    Scritto 1 year Fa #
  3. Loredana
    Member

    sono d accordissimo con te alberto ,sul fatto che i port. di hendicap siano un mezzo per privati ma anche amministrativo di fonte di guadagno, almeno tu puoi dire di esserti fatto persuadere da un produttore privato di queste diciamo comodita' che dovevano alleviare il tuo disagio, e che dire di coop. sociali sovvenziate attraverso la pubblica amministrazione,che lavorando in centri sociali mancano di trasporto omologato (anche se garantito nei fondi a loro destinati) che dire dell'assistenza domiciliare che normalmente manca anche se contrattualmente obbligati a svolgere , che dire dei fondi che attraverso lo stato arrivano in virtu' di richieste regionali e poi comunali ,se poi non se ne vedono risultati ne' per noi e ne' per rinforzare le politiche sociali?, be' io che sono invalida perche' all'eta' di 13 anni ho cominciato a soffrire di crisi di epilessia, con una figlia con sindrome di down e 1 con epilessia ,be' ti posso assicurare che ne ho viste di tutti i colori, meglio non raccontare altro perche' non ,mi crederesti.

    Scritto 10 months Fa #

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