Lettera aperta al Presidente della Repubblica da parte di genitori con figli disabili

Caro Presidente Napolitano, il diritto allo studio per i bambini disabili ? gravemente pregiudicato dai provvedimenti che i Governi Berlusconi prima e Prodi poi hanno posto in essere negli ultimi anni.
Questo ? accaduto nel silenzio di maggioranze politiche mutevoli, ma singolarmente unite nel determinare il declino di quella straordinaria esperienza di civilt? rappresentata nel 1977 dall’ingresso degli alunni disabili nella scuola pubblica.

Lei, caro Presidente, ha attraversato nella sua esperienza? politica quel magnifico periodo nel quale, primi in Europa, considerammo un valore positivo l’integrazione scolastica per gli alunni disabili.
Lei ? stato tra gli ispiratori morali di quell’ideale di scuola che tendeva ad includere le differenze, a considerarle opportunit? e non zavorre o, come oggi accade, “costi da comprimere”. Ma la disabilit? ? una condizione che non pu? essere considerata, al pari del numero delle Comunit? Montane o dei corazzieri del Quirinale, un “costo riducibile”.
La disabilit? pu? essere una formidabile risorsa se intorno ad essa si costruiscono competenze adeguate. Quanto ? accaduto nella scuola italiana in questi ultimi anni per gli alunni disabili ? la dimostrazione di come l’intera classe politica di centrodestra e di centrosinistra abbia smarrito questa consapevolezza.

In corrispondenza dell’aumento degli alunni disabili – che oggi sono circa 190.000 – si ? assistito alla riduzione di tutto quello che rende la loro presenza nella scuola una possibilit? di crescita reale.
Le scarse competenze degli insegnanti curricolari e specializzati, il loro esiguo numero, l’assenza di continuit? didattica, l’irrisolta questione degli assistenti materiali rappresentano solo alcuni punti che i ministri Moratti e Fioroni e i loro rispettivi governi avrebbero potuto e dovuto affrontare.
Purtroppo la disabilit? dei nostri figli ? sempre pi? equiparata ad un costo superfluo e allora perch? scandalizzarsi se l’investimento per ogni alunno disabile per anno ? all’incirca pari a 20 euro?

Lei, caro Presidente, riveste un ruolo e ha una voce autorevole fondata sulla sua storia personale: le chiediamo pertanto di? visitare le scuole italiane, di chiedere ai genitori, agli insegnanti in quali condizioni trascorrono il loro tempo gli alunni disabili.
Lei, che ? anche padre e nonno, sa che la scuola italiana per distribuire saperi e conoscenze adeguate al mondo in cui viviamo, dovrebbe ripartire dagli ultimi per ritrovare quel senso di comunit? che appare desolatamente smarrito. E tra gli ultimi ci sono senza dubbio i bambini disabili, tra gli ultimi c’? proprio quel bambino di cui parlava don Milani in Lettera ad una professoressa al quale la scuola, per essere tale, non pu? permettersi di rinunciare.
Purtroppo, oggi, l’unica possibilit? rimasta ai genitori dei bambini disabili ? il ricorso costante alla Magistratura, per vedere assicurati il diritto all’istruzione e alla salute che la nostra Costituzione sessant’anni fa solennemente sanciva.

Intervenga, se lo riterr? opportuno, presso il futuro Presidente del Consiglio. Provi a raccontargli con gli occhi del nonno cosa ha visto nelle scuole, gli racconti delle manine dei bambini che ha stretto e degli occhi che le avranno sorriso.
Non dimentichi mai che di quei bambini, di quelle manine, di quegli occhi la scuola e la classe politica italiana, con cinismo, si sta liberando. Non dimentichi mai che di quei bambini, di quelle manine, di quegli occhi, ne abbiamo bisogno tutti, non solo i loro familiari.

FONTE:
Superando.com

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