Disabili in trappola: Una vita a ostacoli a Milano

Disabile che non riesce a salire sull’autobusUffici e trasporti pubblici. Ma anche musei, teatri, cinema, poste, banche, farmacie e ristoranti. I disabili di Milano sono tagliati fuori da tutto questo.

Esclusi, relegati, respinti. Innumerevoli trappole fanno della città simbolo del progresso una sorta di fortino inespugnabile che relega a un destino di fatiche, solitudini e amarezza chi già porta su di sé tutti i giorni il peso enorme di una vita sulla sedia a rotelle. Neppure si conosce esattamente il loro numero ma tutti insieme vivono il doppio scotto di una città che non è neanche lontanamente a misura, nel pubblico come nel privato.

Un ritardo complessivo sul terreno dell’accessibilità e delle barriere architettoniche che appare tanto più evidente nella misura in cui colpisce necessità elementari della persona come il trasporto, il contatto con l’ente pubblico. E non in lontane periferie, ma fin dal cuore della città. Basta farsi un giro in centro per capirlo e tentare l’avventura. Prendiamo la Ragioneria centrale del Comune di Milano. Siamo in piazza della Scala. Qui tre gradini dividono il disabile da un mondo di informazioni e servizi.

Stesse difficoltà si possono incontrare in uffici decentrati, sedi di enti e così via. Ma la vera scoperta di un viaggio in carrozzina per la città è forse un’altra: a dispetto di quanto si creda, la qualità della vita del disabile a Milano è davvero minima.

ARTE E CULTURA
Lo stabile della Ragioneria è anche sede dell’assessorato alla Cultura. Qui si possono avere altre sorprese. Si possono scoprire capitoli inaspettati per una città che ha sempre fatto vanto di avanguardia, nel sociale come nel tempo libero: un disabile a Milano non ha diritto di amare e seguire l’arte, non ha neppure la certezza di poter entrare nei luoghi di preghiera, nei cinema, nei teatri. Per capire fino in fondo il problema bisogna snocciolare alcune cifre. Sono 4mila i disabili che usufruiscono di servizi da parte del Comune. Ma sono quelli con handicap fisici certificati oltre il 46%, con situazioni economiche o familiari definite come “fragili” dalla normativa in materia. Le persone sulla sedia a rotelle sono molte migliaia di più.

I BUCHI NERI
Per contro, da un censimento delle associazioni attive nel settore è possibile dare la misura di quanto e come sia respingente la nostra città per questo esercito in carrozzina: su 20 piscine 8 sono inaccessibili, compreso il Lido di Milano. Su 80 musei 23 non possono essere visitati da chi è in carrozzina. Niente giretto al l’Arengario, all’osservatorio astronomico Brera o ai musei del Castello Sforzesco.

Anche nello spettacolo non c’è molta scelta. Niente serate al Teatro San Babila, al Paolo Grassi, Ciak, Filodrammatici. Vietati 24 cinema, compresi molti in centro: Ariosto, Arlecchino, Centrale, Odeon (quattro sale su otto). Ancora più sconvolgenti i numeri nelle realtà del privato: su 133 alberghi 46 sono inaccessibili, così come la metà esatta dei 550 ristoranti e 361 bar su 521. E se un disabile dovesse andare in bagno?

Ancora davanti alla sede del Comune abbiamo fatto la prova con il locale che da sempre offre caffé e spuntini ai consiglieri di palazzo Marino. Ma il bagno non è a misura di disabile. Gli ultimi non sono i primi neanche nei luoghi di culto: su 38 chiese censite, 8 sono a prova di sfondamento.
Inutile tentare l’ingresso, ad esempio, in quella di S. Giuseppe, a due passi dal Duomo o in piazza San Fedele, a fianco alla Galleria.
MILANO.CRONACAQUI.IT

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