Italia: Un osservatorio sulla disabilità

Un Osservatorio sulla disabilità sarà presto istituito in Italia. Lo ha annunciato il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, alla vigilia della Giornata europea delle persone disabili e nel corso della presentazione del «Libro bianco sull’invalidità civile in Italia». Fra le funzioni di questa nuova struttura, «il monitoraggio dei servizi ai disabili e della spesa sociale». L’Osservatorio servirà inoltre, aggiunge la Roccella, a «individuare le modalità di intervento e rendere le associazioni protagoniste».

L’istituzione dell’Osservatorio, ha spiegato la Roccella, è contenuta nel disegno di legge di ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, già approvato dal Consiglio dei Ministri e in attesa di essere esaminato in Parlamento. Per questa struttura, che sarà composta da un massimo di 50 persone, è previsto uno stanziamento di 500 mila euro l’anno. Questa cifra si andrà ad aggiungere ai 26 miliardi di euro l’anno (dato 2006), pari all’1,7% del Pil, che l’Italia spende per far fronte ai 5 milioni di trattamenti di invalidità. Di questi, 2 milioni sono i trattamenti di invalidità previdenziale, un milione le pensioni di invalidità civile e due milioni le indennità di accompagnamento.

Al centro del Libro Bianco sull’invalidità civile, curato dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta e finanziato dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, le storie di 750 intervistati delle regioni del Centro Nord, raccontate con un approccio non solo statistico, ma anche umano. Numeri che mostrano come un alto tasso di disabili (il 19% degli invalidi con percentuali fra il 67 e il 99%) lo sia diventato a causa di un tumore. Il 56,9% degli invalidi al 100% che hanno bisogno di accompagnamento è affetto da malattie del sistema nervoso e degli organi di senso. La disabilità colpisce in pari misura uomini e donne e nella quasi totalità dei casi è la famiglia al centro dell’assistenza, definita dal Rapporto un «facilitatore». Nel caso dei bambini sono i genitori nel 98,1% dei casi a occuparsene, mentre per gli adulti questa percentuale scende al 30%, cui si deve aggiungere il 49% di coloro che vivono con la famiglia acquisita.

Per quanto riguarda gli adulti, nel 53,6% dei casi la fonte principale di reddito è la pensione percepita, mentre solo il 26,6% può contare sullo stipendio da lavoro fisso. Questo mette in risalto la problematica della disoccupazione fra i disabili, sottolineata anche da Giovanni Pagano, presidente della Federazione Associazioni Disabili, che denuncia come il loro numero sia «cresciuto in modo esponenziale».

Non è il caso di Luigi, 45 anni e affetto da poliomielite dall’età di sei mesi, uno dei disabili che ha raccontato la sua storia nel Libro bianco, che dal Sud Italia si è trasferito al Centro, per trovare lavoro. Oggi si barcamena fra due impieghi part-time e vive con la moglie e il figlio adolescente in un appartamento che è riuscito ad acquistare da solo. Al contrario, Pietro a 35 anni non riesce a trovare lavoro a causa dell’epilessia, che gli provoca numerose crisi convulsive. Per lui la vita gira tutta intorno all’associazionismo e alla famiglia: «i suoi genitori sono convinti – racconta il Libro bianco – che la sua rete non lo lascerà mai da solo, nemmeno quando loro non ci saranno più».

FONTE:
IlSole24Ore.com

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