Milano: parte la verifica della riforma Biagi per l’inserimento sociolavorativo dei disabili.

LINCS (Lavoro e Inclusione Sociale)Il progetto ha l’obiettivo di verificare l’applicabilità e l’efficacia dell’articolo 14 della legge di riforma del mercato del lavoro, grazie al quale i servizi per l’impiego possono stipulare convenzioni quadro con cooperative sociali di tipo B, con associazioni imprenditoriali e sindacali, per avviare percorsi d’inclusione di persone svantaggiate.
L’iniziativa sarà attuata anche in altre 9 aree del Paese e andrà a sostenere, nella realizzazione delle politiche attive a favore dei lavoratori svantaggiati, province, aziende e cooperative sociali.
Il progetto LINCS, dichiara Grazia Sestini, sottosegretario al Welfare, si inserisce nel più ampio spettro delle politiche per la disabilità, individuate bene nel 2003, Anno europeo per le persone con la disabilità.
Sono tre i filoni su cui dobbiamo insistere: l’assistenza, l’accessibilità e l’inserimento sociolavorativo (formazione e occupazione).
Con la riforma Biagi, per la prima volta si inserisce all’interno di una legge generale sul lavoro un articolo specifico sulla disabilità.
È una rivoluzione, resa possibile anche dalla presenza nel nostro Paese di un Terzo Settore molto avanzato.
Per Sestini, infatti, il percorso di inclusione vede il sistema del welfare accanto al sistema del lavoro.
Ma, sia l’articolo 14 sia la legge 68 (quella sul collocamento obbligatorio dei disabili, ndr) per funzionare davvero hanno bisogno della collaborazione di tutti, in primis delle regioni.
Per questo, avviamo un progetto per testare l’adeguatezza dello strumento verso le aziende e verso la domanda di lavoro.
Giovanni Daverio, direttore generale per la Famiglia del ministero del Welfare, afferma che alla luce di quanto stabilito con l’articolo 14 della legge Biagi, non vengono più fissati i parametri rigidi (dal centro alla periferia) per il collocamento dei disabili, ma si inserisce un rapporto diretto con il mondo delle cooperative sociali che assumono l’impegno di impiegare i disabili.
I punti fondamentali emersi dal confronto, afferma Daverio, sono due: il primo è che l’articolo 14 non è una misura alternativa alla legge 68, ma semmai integrativa e il secondo è che la soluzione al problema dell’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro avviene attraverso azioni di sistema che si svolgono sul territorio.
Marco Sartori, presidente di Italia Lavoro, riassume il ruolo dell’agenzia tecnica sottolineando di andare sul campo, parlare con le regioni, le province, le imprese, il mondo dell’associazionismo, insomma, con tutti i soggetti coinvolti dalla legge.
Mario Conclave, responsabile del progetto per Italia Lavoro, spiega che per l’occasione si è fatto il punto delle sperimentazioni, che per ora si trovano sei al Nord, due al Centro e due al Sud.
Entro novembre, a Roma e a Lecce, si terranno due incontri di lancio del progetto LINCS.
Con i territori che hanno presentato l’intenzione di aderire, invece, stiamo predisponendo piani operativi congiunti, mettendo a fuoco gli aspetti più interessanti per ogni singola zona.
Luigi Vimercati, assessore al Lavoro, Sviluppo economico, Innovazione e Attività economiche della provincia di Milano, spiega anche di essersi concentrato sui disabili psichici proprio perchè sono una tipologia fra le piu’ difficili da collocare.
La sperimentazione è appena partita, ma per ora i dati non sono molto soddisfacenti.
In questi primi quattro mesi di attività, dice Vimercati, hanno risposto al bando solo 20 progetti. Ma ci si aspettano in due anni almeno 300.
Quello che ancora manca è una maggiore risorsa perchè, specialmente in questo momento di difficoltà economica, occorre dare incentivi alle aziende per l’assunzione di disabili.

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