Discriminata dal lavoro perché soffre di una grave anemia mediterranea!!!

disabileUna persona con invalidità certificata, ha partecipato alle selezioni, ha passato tutte le prove, i vari test attitudinali, i colloqui di gruppo e il colloquio individuale.
E’ arrivata fino alla fase in cui ti dicono “ok, sei la persona che cercavamo, sei adatta per questo lavoro”.
Ma a quel punto hanno voluto indagare sul tipo di invalidità. Hanno voluto vedere il certificato di invalidità, cosa che per la famosa legge sulla privacy non andrebbe più chiesto.
E’ il medico del lavoro che deve compilare un certificato per dire se quella persona è o non è idonea per quel lavoro, tutto il resto è privacy.
In seguito hanno chiesto quali esigenze particolari avesse la mia amica in seguito al suo tipo di invalidità.
Questa persona, apparentemente, non sembra disabile, perché è perfettamente “normodotata”, ma ha comunque una invalidità certificata del 100%. Soffre infatti di una forma grave di anemia mediterranea e ha bisogno di tre trasfusioni di sangue al mese.
Perciò ha fatto presente che per tre giorni al mese lei deve assentarsi dal lavoro proprio per fare queste trasfusioni.
A quel punto… è stata rifiutata! Le è stato detto che cercavano una sportellista per una filiale molto piccola, e che quindi ci sarebbe stata una sola sportellista per tutta la filiale, dunque se mancava la sportellista per tre giorni al mese la filiale sarebbe stata in difficoltà, per cui… non potevano assumerla! Prima di rifiutarla definitivamente le hanno chiesto se poteva spostare le trasfusioni di sabato, ma di sabato il servizio trasfusionale è chiuso.
Al che, dopo aver commentato “certo che il servizio trasfusionale ti rende la vita difficile!”, le hanno detto che non l’avrebbero mai assunta.
Allucinante… Un conto è essere scartati dopo un colloquio, come può essere accaduto un po’ a tutti, perché non si corrisponde a ciò che l’azienda cerca; un conto è essere discriminati in questo modo! Tra l’altro loro stessi cercavano una persona iscritta alle “categorie protette”, ci si chiede chi abbiano poi assunto: una persona in carrozzina ad esempio potrebbe “spaventare” i clienti dello sportello; una persona non vedente non potrebbe contare i soldi; una persona non udente non potrebbe comunicare col pubblico; una persona senza un braccio avrebbe comunque delle difficoltà; ecc, ecc… Una persona con l’anemia mediterranea farebbe troppe assenze, come se chiunque altro non si potesse mai ammalare, stare a casa per un comune raffreddore o influenza, chiedere giorni di permesso per assistere il bimbo a casa da scuola per la varicella, ecc ecc…

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