La Storia di Beatrice paraplegica con la passione dei viaggi

Disabile su sedia a rotelleDai geyser dell’Islanda al polveroso cammino di Santiago. Sempre con il marito William al suo fianco. Beatrice Bocchi, 50 anni, paraplegica da venti in seguito ad un incidente stradale, ha sempre amato viaggiare, e dopo il grave infortunio non si è persa d’animo. “Non ho avuto nessun problema dal punto di vista lavorativo – spiega – perché facevo la biologa in un laboratorio di analisi mediche. Il cambiamento è avvenuto nella vita quotidiana e ci vuole molto impegno e fatica per andare avanti”. La svolta nel 1994, con la candidatura ad assessore comunale nel suo paese di origine, San Secondo Parmense, di 5mila abitanti: “Ho fatto – dice – l’assessore alla pubblica istruzione, sport e tempo libero per due mandati, dal ’94 al 2002. La scuola è un settore molto complesso, che definisco ‘senza portafoglio’, perché richiede impegno e passione, senza niente in cambio”. In otto anni, fra le iniziative messe in campo, un Centro di educazione permanente per adulti, con corsi serali di cucina, computer, inglese e spagnolo, supportato dal Provveditorato.

E un parco dedicato alla figura di Peter Pan, nei pressi della scuola media del paese, con tanto di giochi ispirati alla storia del ragazzo che non voleva crescere. Piccoli traguardi, fonte di grande soddisfazione personale per Beatrice, che però ha l’animo inquieto e sogna i paesi del Nord. “Sono stata negli Stati Uniti, in Canada, in Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda – chiosa – e non ho mai avuto nessun problema, sia per la mancanza di barriere architettoniche che per la disponibilità e apertura della gente. In Islanda, ad esempio, la natura non è certo dalla parte dei disabili, ma dalla laguna degli iceberg alle grandi cascate, dove ci sono passerelle di 400 metri a misura di sedia a ruote, le possibilità sono pressoché le stesse per tutti”. E in Italia? “Si salva solo il Trentino Alto-Adige – commenta – dove una persona disabile è stata eletta in commissione edilizia regionale per la valutazione dei progetti pubblici. Per il resto i servizi sono quasi inesistenti o poco funzionali. Al cinema mi chiedono ancora se pago, e io rispondo che se ci fossero i servizi pagherei più che volentieri. Quando torno dal nord Europa mi sento male, lì c’è un senso civico altissimo, non come da noi”.

L’ultimo viaggio in Spagna, sulle tracce dei pellegrini cristiani da Roncisvalle a Santiago de Compostela. “Come mi sono trovata? Così così – afferma – un po’come in Italia. Con un eufemismo dico che si stanno attrezzando”. Il prossimo viaggio è previsto per Stoccolma, ad agosto, quando le giornate si allungano e il cielo terso del nord è più blu del solito. Ma Beatrice è anche una donna sportiva. Con un gruppo di Reggio Emilia ha partecipato in handybike alle maratone di Roma, Torino e Padova e a fine settembre è in programma la maratona di Berlino. Oltre a coniugare sport e viaggi, Beatrice trova anche il tempo per fare del volontariato. “Vado una volta alla settimana – racconta – all’ospedale di chirurgia pediatrica di Parma dove insieme ad altri volontari facciamo giocare i bambini malati”. Il progetto, finanziato dalla provincia e dal comune di Parma, si chiama “Giocamico” e nasce da un accordo fra l’Asl e la cooperativa “Le mani parlanti”. Ma come reagiscono i bambini alla vista di una persona sulla sedia a ruote? “È un problema che mi sono posto all’inizio del mio servizio – conferma Beatrice – ma i bambini sono senza pregiudizi, non vedono neanche che sono disabile”. Di recente anche l’impegno nell’oratorio parrocchiale di San Secondo, per aiutarli a fare i compiti. “L’educazione civica deve partire proprio da qui, dalla scuola e dai bambini”, conclude.

FONTE:
SuperAbile.it

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