2 Aprile 2010: Giornata Mondiale dell’Autismo

L’autismo colpisce un bambino su 100.  Venerdì, 2 Aprile, in occasione della Giornata Mondiale dell’autismo, i genitori dei “figli del silenzio” per cercare di accendere l’attenzione sui diritti negati ai bambini autistici, hanno organizzato una fiaccolata a Roma in Piazza della Repubblica ed una a Palermo in Piazza Politeama alle ore 21.00.

L’Autismo rappresenta attualmente un grave problema a livello mondiale sia in campo educativo, che sanitario, per questo motivo le Nazioni Unite hanno proclamato il 2 Aprile la Giornata Mondiale dell’Autismo. Questa patologia colpisce lo 0.6% della popolazione e l’ Europa  conta circa 5 milioni di persone con autismo. Questa disabilità è considerata dalla comunità scientifica internazionale un disturbo pervasivo dello sviluppo, essa si manifesta nella prima infanzia, generalmente entro il terzo anno di età e pur accompagnandosi ad un aspetto fisico normale è un handicap molto grave che coinvolge diverse funzioni celebrali, determinando un deficit a livello di comunicazione, interazione sociale, immaginazione e causando anche problemi del comportamento.

Le cause che determinano l’insorgere dell’autismo nel bambino sono di diverso tipo, e riguardano fattori di natura genetica, medica e neurologica. I genitori accusano le istituzioni di essere indifferenti e di continuare a negare i diritti delle persone autistiche.  Quello che chiedono è l’immediata applicazione delle linee guida per l’organizzazione dei una rete assistenziale specializzata per il sostegno e la cura delle persone affette da questa patologia, la creazione di poli specialistici nelle ASL e l’attivazione di percorsi di formazione professionale nelle scuole, che permettano di soddisfare le “speciali esigenze” di apprendimento dei bambini autistici. I servizi pubblici sono al momento inesistenti e i genitori si sono attivati per rompere il muro di silenzio che si è venuto a creare attorno a questa disabilità comunque molto diffusa.Un bambino autistico può essere infatti indirizzato all’autosufficienza attraverso un’adeguata assistenza e divenire in grado di contribuire alla vita lavorativa e produttiva del Paese. Negare i diritti di un bambino autistico significa impedire che egli diventi una persona autonoma, costringendolo  in questo modo a diventare un peso per la società per il resto della vita.

FONTE:

Medeu.it

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