Il baseball per non udenti.

BaseballNata dalla collaborazione tra associazioni e società sportive operanti a Verona e provincia, è un’iniziativa finalizzata a favorire l’integrazione attraverso la diffusione dello sport. Lo scopo dell’iniziativa? Avvicinare al baseball e al softball i giovani con disabilità uditive, ma anche fare dell’attività sportiva uno strumento di integrazione. Giuseppe Pernigo, coordinatore del progetto, spiega che il baseball è uno sport che può essere praticato senza problemi anche da chi ha una disabilità uditiva . Durante le partite, aggiunge Pernigo, strategie, azioni e schemi di gioco vengono infatti comunicati dall’allenatore attraverso una serie di segni, e lo stesso accade tra gli atleti. Allora perché non promuovere apertamente la pratica di questo sport attraverso la composizione di squadre composte da ragazzi udenti e non? E perché non formare gli allenatori anche sulla lingua dei segni? Detto, fatto. Grazie ad un’intesa tra ‘Progetto felicità’, una onlus che opera nel campo del sostegno all’infanzia; ‘El guanton’, associazione sportiva che lavora alla diffusione del baseball e del softball nella provincia di Verona; ‘San Martino baseball junior’ e ‘Dynos Verona’, due tra le maggiori realtà giovanili del Veneto; e la ‘Federazione italiana baseball softball’ (Fibs). Ma anche grazie alla sensibilità dimostrata dall’Università di Verona che, attivando un master in ‘Sport di squadra e settore giovanile’, ha inserito nel programma di studio anche l’insegnamento della lingua dei segni.Guido Fumagalli, il preside della facoltà di Scienze motorie dell’ateneo veneto, sostiene di voler fare dello sport uno stile di vita e che si sta lavorando per rendere completa la preparazione degli operatori perché lo scopo è quello di formare professionisti dell’educazione fisica che lavorino con gli anziani, con le persone disabili, con i più piccoli. L’inizio delle attività, con il coinvolgimento di ragazzi e genitori, è previsto per il prossimo aprile. Nel frattempo, il progetto sarà ufficialmente presentato alla convention regionale dei tecnici Fibs. Pernigo conclude augurandosi di contare di raggiungere un buon numero di adesioni e che l’appello è rivolto alle famiglie, che purtroppo a volte tendono ancora a ‘nascondere’ la disabilità, ma anche ai tecnici e agli operatori sportivi. Come in questo caso, bastano piccoli accorgimenti per far vivere anche ai ragazzi disabili le emozioni di uno sport. Sia esso il baseball, la pallavolo o qualsiasi altra disciplina.

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