Oscar Pistorius, amputato bilaterale e fenomeno dei 400 metri.

Oscar PistoriusOscar Pistorius, nato a Sandton in Sudafrica diciotto anni fa, corre i 100 metri in 11’’16, i 200 in 21’’83, i 400 in 47’’34. Oscar Pistorius potrebbe partecipare all’Olimpiade di Pechino 2008 e, magari, correre la finale dei 400 metri contro Jeremy Wariner. O quella dei 200 metri insieme a Shawn Crawford. E magari batterli.

Hende e Sheila Pistorius dovevano prendere una decisione difficile. Consultarono i medici. Cercarono pareri di esperti. Alla fine si convinsero: era una scelta da fare. Per il loro piccolo «Oz», come amavano chiamarlo, un batuffolo di meno di un anno, non poteva esserci altra possibilità. «Va bene, amputategli le gambe», dissero ai medici. Oscar era nato con una malformazione congenita, senza i talloni dei piedi.
I medici allora gli amputarono le gambe. Sotto il ginocchio. Aveva undici mesi. Due mesi dopo gli misero le prime protesi.
Lui, senza le gambe. È quello che vuole fare. «Il tempo di qualificazione a Pechino 2008 per il Sud Africa sui 400 metri è intorno ai 45 secondi, ho più di tre anni per raggiungerlo», spiega. Intanto, si prepara per vincere i soliti 100, 200, 400 metri alla Coppa del mondo per disabili di Manchester a metà maggio e, in estate, al Grand Prix Iaaf di Helsinki, insieme agli atleti normodotati. Insomma, Oscar Pistorius è un fenomeno dell’atletica in assoluto, non dello sport per disabili.
Secondo il parere degli esperti in protesi, potrebbe essere il primo amputato a battere i normodotati.
«Oz» ha i brufoli e un apparecchio ai denti che gli dà ancor più un’aria da ragazzino. Ha un fratello maggiore, Carl, e una sorellina, Aimee. Ha iniziato a praticare atletica da poco più di un anno. «Odiavo l’atletica», spiega. A scuola amava giocare a pallanuoto e tennis, ma soprattutto a rugby. Era il migliore a portare la palla in meta. Correva più veloce di tutti. Poi, era il gennaio del 2004, si ruppe il ginocchio. Andò alla Pretoria University per la riabilitazione. Gli fecero amare la corsa. A giugno andò negli Stati Uniti da uno dei più grandi sprinter disabili, Brian Frasure, che gli consigliò le protesi da usare. Tre mesi dopo Oscar vinceva i 200 metri alla Paralimpiade di Atene e arrivava secondo nei 100. Mostri sacri dello sport per disabili come gli statunitensi Marlon Shirley (primatista mondiale con 11’’10) e lo stesso Brian Frasure gli guardarono la schiena all’arrivo. Stupefatti. E anche un po’ imbronciati. Pistorius era l’unico in finale a essere un amputato bilaterale, cioè a entrambe le gambe.
Sentite le parole di Shirley, ci si possono immaginare le polemiche che esploderebbero il giorno in cui battesse magari atleti normodotati a un’Olimpiade.
E capire se, secondo le norme della Federazione internazionale di atletica, possa gareggiare. «Tendenzialmente non credo ci siano ostacoli che possano impedire una sua partecipazione se consegue il tempo di qualificazione», dice Anna Riccardi, responsabile del settore tecnico Fidal e membro della Commissione Tecnica della Iaaf. «Non credo che le protesi possano essere dopanti», aggiunge. «Quando la gente mi chiede: cosa provi ad avere le gambe artificiali?, io rispondo: non lo so, tu cosa provi ad avere due gambe reali?», dice. Non è polemica. Oscar è così da sempre. «Chi è disabile? Ci sono cose peggiori nella vita», spiega pensando forse alla morte di sua madre, quando lui aveva 15 anni, per una reazione allergica ai farmaci. A marzo è volato negli Stati Uniti ed è tornato con due nuove protesi. «Con queste migliorerà ulteriormente i suoi tempi», ha detto suo padre al ritorno, senza pensare ai 210mila Rand sudafricani, circa 26.500 euro, che gli sono costate. Oscar ormai è un professionista.

www.corriere.it

5 pensieri su “Oscar Pistorius, amputato bilaterale e fenomeno dei 400 metri.

  1. Vorrei fare la tesi sugli amputati di arto inferiore, potrei cortesemente avere altro materiale su di lui. Grazie mille

  2. Solo Lucio uno dei fondatori dell’octava Legio (fan club del noto disegnatore Italiano Gabriele Dell’otto)
    volevo apporffittarne per sapere se avete modo di mettermi in contatto anche per e-mail con il sig. Pistorius, ha lui abbiamo infatti dedicato una delle tavole, nonchè la copertina della nostra prima pubblicazione e volevo fargliene pervenire una copia.
    Trovate altre informazioni sul sito www.octavalegio.it.
    Vi ringrazio per il tempo dedicatomi.

  3. SONO DANIELE E PER IL MIO ESAME DI TERZA MEDIA VORREI INVIARE UNA LETTERA AL SIGNOR PISTORIUS, RIVOLGENDOGLI ALCUNE DOMANDE. VOLEVO SAPERE SE E’ POSSIBILE AVERE UN INDIRIZZO MAIL O UN CONTATTO QUALSIASI PER POTER INVIARE QUESTA LETTERA ED AVERE, MAGARI, UNA RISPOSTA.
    VI RINGRAZIO! DANIELE

  4. Sono un Infermiere Professionale, e lavoro presso U.O.C. di Chirurgia Plastica a indirizzo pediatrico dell’Azienda Ospedaliera di Padova, mi rivolgo a voi perchè ho la necessità di di contattare il Sig. Pistorius per rivolgergli alcune domande. Vi chiedo se è possibile avere il suo indirizzo e-mail o se vi è un’associazione a cui lui faccia capo. Vi ringrazio
    Gianni

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