Milano: Su Google Maps le residenze per disabili

Google MapsSono 110 le strutture a Milano e provincia che possono ospitare una persona con disabilità e le si può trovare su Google maps. Le ha mappate “Spazio residenzialità”, lo sportello promosso dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) e dall’associazione “Oltre noi… la vita” per aiutare famiglie e associazioni di volontariato a risolvere il problema casa per i disabili che vogliano vivere una vita autonoma. Basta andare sul sito Spazioresidenzialità.it, cliccare su “link” e si trova la mappa o in alternativa cliccare qui.
Dalle residenze sanitarie per disabili alle comunità socio sanitarie, dalle comunità protette alle microcomunità fino agli appartamenti in cui un disabile può vivere per brevi periodi e sperimentare così le sue capacità di vita lontano dalla famiglia. “La mappatura risponde ad una logica di rete -spiega Guido De Vecchi, responsabile di Spazio Residenzialità – . È importante che chi ha bisogno possa trovare la struttura più adatta e più vicina”.
Del problema casa per i disabili e del bilancio di attività di “Spazio residenzialità” si parla l’11 febbraio al convegno “A casa mia. L’abitare per le persone con disabilità”, organizzato a Milano da Ledha, “Oltre noi… la vita” e Provincia al Centro Congressi Corridoni (via Corridoni, 16), dalle 9 alle 13.

Lo sportello di Spazio residenzialità ha iniziato la sua attività nel dicembre 2006 e in poco più di due anni sono oltre 400 le richieste pervenute. Nel 2008, in particolare, sono state 226: nel 51% dei casi erano consulenze chieste da associazioni o enti per avviare strutture residenziali, per il 49% degli interventi invece si è trattato di trovare un alloggio a un disabile che ne aveva bisogno.
“Le strutture sono insufficienti -spiega Marinella Sguazzi, operatore di Spazio Residenzialità-. In particolare mancano comunità o appartamenti in grado di ospitare disabili motori gravi”. Sono state soprattutto le famiglie (61% delle richieste) a rivolgersi allo Spazio residenzialità per trovare un alloggio, seguite da operatori e volontari di enti e associazioni (15%) e dai disabili stessi (12%, età media dai 30 ai 40 anni). “Fra le famiglie, sono soprattutto i genitori soli con figlio disabile a chiederci un aiuto -aggiunge Marinella Sguazzi-.
Magari non c’è urgenza di trovare una casa, ma vogliono iniziare per tempo un percorso che permetta al figlio ormai adulto di imparare a vivere lontano dalla famiglia”.

FONTE:
SuperAbile.it

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