Discriminazione tra disabili

Sono il Dott. Antonino De Bonis, vorrei porre la vostra attenzione su due discriminazioni tra la categoria dei disabili che si concretizzeranno nel 2008; la prima consiste che i non vedenti avranno 90 h mensili di connessione a Internet gratis e delle tariffe telefoniche agevolate, ma perché i disabili motori non hanno la stessa necessità di collegarsi col mondo ed esprimersi ed integrarsi sia pur attraverso la rete; la seconda discriminazioni e quella che i non vedenti, i sordomuti e i non utenti di età superiore ai 60 anni si vedranno aumentata la pensione d’invalidità a € 580, ma perché i disabili che hanno un’età inferiore a quella su indicata hanno delle esigenze inferiori?, io penso proprio di no, anzi, hanno maggiori esigenze, come quella per esempio di potersi pagare una persona per svolgere le normali attività quotidiane (visto che l’attuale governo ha aumentato di circa il 40% dei contributi assistenziali e previdenziali), oppure  pagarsi un fisioterapista di fiducia, o semplicemente vivere e non sopravvivere. Questo dimostra come le persone che governo il nostro paese, di qualunque fazione esse siano, siano poco a conoscenza, e consentitemi di dirlo, poco sensibili alle esigenze e alle necessità dei disabili, ecco perché vorrei che si facesse come le quote rosa, cioè stabilire obbligatoriamente ai partiti politici di candidare nelle liste un certo numero di disabili con diverse disabilitá. Grazie per la cortese attenzione che avete reso per la lettura di questa lettera.

Dott. Antonino De Bonis

2 pensieri su “Discriminazione tra disabili

  1. Considero giusto quanto espresso dal dott. Antonino De Bonis. Le leggi ci sono ma vengono puntualmente disattese o sono solo adoperate a vantaggio di qualcuno. In merito alla tutela giurisdizionale, mi riferisco alla Legge 67/2006, mi accorgo che proprio gli organismi che dovrebbero dare tutela al diversamente abile, scoraggiano vivamente ogni tipo di azione giudiziaria. Mi sono rivolto all’ A.N.M.I.C. di Roma, facendo presente che ad una disabile era stata revocata l’indennità di accompagnamento da una Commissione composta da solo 2 medici e, la motivazione della revoca era da ricercarsi nel fatto che svolge attività di medico, volontariato, presso l’Ospedale cittadino, a nulla interessando il fatto che viene sempre accompagnata, che ha bisogno di cure, che versa in una condizione tale da non potere svolgere gli atti della vita quotidiana. Un’attività di svago e ricreativa, di tipo intellettuale, non sarebbe stata riconosciuta creando un vero e proprio mobbing tanto che la disabile non sapeva più se stare a casa per non perdere l’indennità oppure andare lo stesso all’ospedale.

  2. vero,mio padre è Sordomuto,essendo figlio ed essendo cresciuto con una realtà diciamo “differente”rispetto altri figli,ho visto atti discriminatori nei riguardi di mio padre indescrivibili.
    Oltre alla dificoltà di trovare un impiego “degno”di una persona,l’atto che mi ha colpito maggiormente fin da piccolissimo è:
    “L’INDIFFERENZA”
    delle persone diciamo normali.
    Cordiali saluti .

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