Siamo troppo indietro!

Cari lettori,

mi chiamo Federica e come molti per conseguire l’abilitazione all’insegnamento, compreso il sostegno sono stata costretta ad iscrivermi per la seconda volta all’università per conseguire anche la Laurea in Scienze della Formazione, oltre a quella in lettere, cercando così con tutte le mie forze di coronare il mio sogno. Molti si iscrivono a questa Facoltà solo per avere il ‘posto fisso’ ma per me è stato diverso. Potevo fare un corso abilitante ma ho preferito sudare per raggiungere il mio obiettivo nella speranza di diventare una persona migliore al servizio degli altri e soprattutto delle persone diversamente abili.

Voglio raccontarvi la mia esperienza perchè credo che oggi non si dia la dovuta importanza non all’insegnante di sostegno, ma all’alunno in difficoltà. Vedo tutti i giorni persone con scarse competenze didattiche e relazionali al fianco di bambini con problemi che si limitano ad asciugare la saliva e a fare da accompagnatori al bagno…..per me è una pugnalata al cuore ogni volta che vedo queste scene! Vorrei cancellarle dalla mia mente ma non posso perchè purtroppo fanno parte della nostra Italia!!Io non ho scelto di insegnare ai bambini disabili perche rimanessero disabili, ho scelto di farlo per dare loro uno spiraglio di speranza e qualche momento di soddisfazione per quei genitori che ogni giorno lottano aspettando fiduciosamente anche un microscopico miglioramento dei figli.

Non voglio sembrare una persona che vuole salvare il mondo dai cattivi, voglio solo scotere un po’ la testa di tutte quelle persone che trovano l’insegnamento alle persone disabili solo un trampolino di lancio per entrare nella scuola e chiedere loro di passarsi una mano sul cuore per cercare di dare un po’ del loro amore a queste persone ed alleviare così le sofferenze che questi ogni giorno devono patire.

Certamente non è mia intenzione offendere nessuno, anche perchè non si può fare di tutta un’erba un fascio, sicuramente ci saranno altre persone come me, ma bisogna anche essere coscienti del fatto che non ve ne sono molte! La mia è una vocazione e non pretendo di essere compresa per quello che faccio e che penso, dico solo che noi insegnanti dovremmo impegnarci ad essere delle guide pronte ad arricchirli ogni giorno della vita non solo didatticamente ma soprattutto con la forza dei nostri cuori.

Solo così possiamo sperare di avere fatto qualcosa di buono per noi e di eccezionale per loro. Un grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere questo articolo.

Federica

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