Barriere Architettoniche: A Lecce molte chiese inaccessibili ai disabili

Croce La maggior parte sono sprovviste degli scivoli per carrozzelle. Lecce, culla del Barocco. Lecce, con i suoi monumenti, i suoi pizzi e i merletti scolpiti nella pietra e con le chiese imponenti da rimanere a bocca aperta. Lecce con le sue barriere architettoniche, che rendono impossibile in alcuni casi visitare luoghi di culto e monumenti. Come è successo a più di un turista, arrivato nel capoluogo salentino con l’intento di ammirare l’interno di una delle chiese simbolo ed espressione massima del Barocco, la basilica di Santa Croce, e costretto invece ad ammirare solo la facciata.“Purtroppo non c’è uno scivolo per poter entrare all’interno e superare l’ostacolo di tutti questi scalini mi sembra davvero impresa ardua”, dice F.D., turista romano arrivato a Lecce per qualche giorni di vacanza approfittando del ponte del primo maggio.

Che aggiunge: “Eppure penso che basterebbe poco per rendere fruibile anche ai disabili un monumento magnifico come questo. Ci sono degli scivoli che non sono per nulla invadenti dal punto di vista estetico, in modo tale che non stravolgano lo stato dei luoghi. Un vero peccato, anche perché Santa Croce non è l’unica chiesa che abbiamo trovato sprovvista di scivoli per disabili”. Una situazione, quella della presenza di insormontabili barriere architettoniche che è stata più volte portata all’attenzione dell’amministrazione comunale da parte delle associazioni di categoria. Ma anche da parte di tanti cittadini che hanno difficoltà a salire le scale delle chiese per potersi recare all’interno. “Ci sono luoghi di culto, come ad esempio quello di Santa Maria delle Grazie, che sono davvero inaccessibili”, fa eco un’altra signora.

E aggiunge: “Così, persone come noi che hanno problemi motori, sono costretti ad andare in altre chiese, quelle magari dove non c’è nemmeno uno scalino. Però è un vero peccato, soprattutto quando bisogna cambiare le abitudini”. Eppure di segnalazioni ne sono state fatte, e tante pure. Ma al momento, di risposte concrete ne sono arrivate veramente poche. Ma le barriere architettoniche non sono rappresentate soltanto da scalini o marciapiedi o altri impedimenti. Ci sono le barriere sensoriali, quelle che impediscono alle persone non vedenti di muoversi agevolmente avendo come riferimento dei suoni. Pochi i semafori acustici realmente funzionanti a Lecce, inesistenti i sistemi vocali di identificazione di fermata a bordo dei bus urbani.

A denunciare questa situazione, drammatica ed assurda, è Antonio Pranzo, cittadino leccese con una disabilità visiva parziale. Con una lettera, l’ennesima, indirizzata all’assessore alla Mobilità Ripa, al presidente della Sgm, all’assessore alel Pari opportunità Leccisio ed al presidente dei Lions club Hout Calogero Vangheri, chiede una serie di interventi. Ovvero: che tutti i mezzi di trasporto della Sgm siano dotati all’interno del sistema di annuncio di prossima fermata; che sulle paline di attesa sia posizionato un apposito strumento (come del resto già presente in altre città italiane) che emetta una vocalizzazione d’annuncio del bus in arrivo e della linea di riferimento. E poi chiede che vengano attivati i semafori acustici, indispensabili per garantire l’incolumità di chi è non vedente. “Purtroppo, però, le richieste rimangono sempre inascoltate. Mi chiedo a questo punto se per ottenere qualcosa sia necessario rivolgersi alla magistratura”.

FONTE:

IlPaeseNuovo.it

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