Grazie ad un terzo braccio artificiale Fabrizio ha potuto guidare la moto

“Son riuscito finalmente a provare il mio ‘terzo braccio’ su una moto seria: che spettacolo!” Esordisce così Fabrizio Folli, nel raccontare l’esperienza con la sua nuova ortesi, realizzata dai tecnici del Centro Protesi Inail. Nonostante l’infortunio sul lavoro che gli ha causato una grave lesione al plesso brachiale dell’arto superiore destro, la nuova ortesi gli consente di riprovare l’emozione di tornare in sella. 38 anni, agente motociclista della Polizia locale di Milano, nell’ottobre 2006, alla guida di un mezzo di servizio, non è riuscito ad evitare un palo. “Non so come, né perché sia successo, ato che on ricordo nulla – racconta Fabrizio -. Ho rimosso tutto ciò che è avvenuto prima e dopo l’impatto. Neanche il mio collega, che mi seguiva a bordo di un altro motociclo, è stato in grado di dare un senso all’accaduto. Ho perso conoscenza e so che, con l’elisoccorso, mi hanno trasportato in ospedale dove sono rimasto 21 giorni in rianimazione”. Poi un lungo periodo di ricovero, molteplici operazioni a cui si è sottoposto per tentare di salvare l’uso della spalla e del braccio. Dopo 14 mesi che Fabrizio definisce “un vero e proprio calvario” ha capito che la lesione sarebbe stata permanente.

“Pian piano ho ripreso la mia vita. Sono tornato al lavoro, purtroppo con mansioni di ufficio, e ho ricominciato ad esercitare tutti gli sport che facevo prima dell’infortunio: nuoto, sci, calcio, ma non mi bastava, non ero completamente soddisfatto”. Il vero obiettivo di Fabrizio infatti era ritornare in moto. Una passione coltivata fin da ragazzo e così forte da portarlo a scegliere un lavoro che gli desse la possibilità di usarla quotidianamente. Ma dopo l’incidente, un po’ per la difficoltà di capire come riprendere a guidarla e un po’ per le resistenze della famiglia, la moto rimaneva solo un desiderio inespresso. Poi gli amici del motoclub Montefalchi di Milano gli hanno regalato una Pit-Bike, una specie di incrocio tra una moto e una minimoto, aiutandolo a riprendere gradualmente confidenza con le due ruote. Per circa due anni ha guidato la Pit-Bike con un braccio solo, poi finalmente la svolta.

“Parlando con i tecnici della Linea arti superiori del Centro Protesi, si sono offerti di aiutarmi, studiando ed inventando quello che io ora definisco il mio terzo braccio”. L’ortesi costruita per Fabrizio è infatti costituita da una struttura rigida che viene applicata alla spalla ed al tratto trans-omerale del braccio destro e fissata al tronco con un bretellaggio.. Prosegue poi a livello del gomito con una articolazione che riproduce l’avambraccio a cui è applicata una mano estetica, con pollice articolato per permettere la presa del manubrio. Durante l’utilizzo dell’ortesi, Fabrizio tiene l’arto naturale fissato al corpo con un ausilio. “I tecnici Giuseppe Maldina e Salvatore Voci sono stati fantastici in tutto: cordialità, disponibilità e soprattutto professionalità visto che il risultato ottenuto mi da la possibilità di guidare una vera moto, bene e in sicurezza, anche se solo in pista.” Questo perché in base alla normativa attuale, il tipo di limitazione all’arto superiore, non gli permette di conseguire la patente A speciale per la guida su strada. “E’ un mio cruccio, ma sono consapevole che, per il momento la regola è questa. Speriamo che in futuro le cose possano cambiare. Per ora mi sento di ringraziare il Centro Inail per le idee, il lavoro svolto e la pazienza dimostratami. Non mi hanno solo costruito un’ortesi; mi hanno regalato la possibilità di tornare a vivere la mia più grande passione!”.

FONTE:

SuperAbile.it

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