Agenzia delle Entrate: agevolazione sulle auto per i disabili

Auto e DisabileCon la risoluzione n. 4/E dello scorso 17 gennaio, infatti, è stato chiarito che non deve essere prevista nessuna agevolazione per il veicolo intestato non al soggetto handicappato ma al genitore fiscalmente a carico del coniuge, anche se i due sono in comunione di beni.
Dunque un deciso no ad ogni possibilità di applicazione analogica o estensiva delle norme previste dall’articolo 8 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che agevola dal punto di vista fiscale l’acquisto di “…mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento e per sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione…”, destinati a soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ampliate, dall’articolo 30, comma 7, della legge n. 388/2000 anche ai “…soggetti con handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento e agli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, a prescindere dall’adattamento del veicolo..”. Prima di addentrarci nell’analisi della risoluzione in questione , è opportuno ricordare brevemente i capisaldi legislativi che disciplinano la materia.
Anzitutto per usufruire dei benefici fiscali è necessario che la situazione di handicap grave sia certificata m3ediante un verbale redatto della apposita commissione prevista dall’articolo 4 della legge n. 104/1992.
La stesso organismo ha il compito di certificare l’appartenenza alla categoria dei soggetti affetti da pluriamputazioni per i quali non si rendono necessari gli adattamenti del veicolo, cosa che invece risulta essere fondamentale per quei soggetti che, pur affetti da una ridotta o impedita capacità motoria permanente, non siano stati dichiarati portatori di “..grave limitazione della capacità di deambulazione..” da parte delle commissioni mediche competenti. Diverso il discorso per quei soggetti con handicap psichico o mentale (per i quali non è mai necessario che il veicolo sia adattato in funzione delle limitazioni da cui il portatore di handicap è affetto), che devono produrre un verbale di accertamento emesso dalla commissione già ricordata da cui risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave, derivante da disabilità psichica ed un certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento emesso dalla commissione per l’accertamento dell’invalidità civile di prevista dalla n. 295/1990. Tutti questi soggetti, che possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge anche se stranieri (purchè abbiano regolare permesso di soggiorno e siano in possesso di tutti i requisiti necessari, compreso il riconoscimento dell’invalidità, ai sensi della legge 104/1992), possono detrarre anche le spese di manutenzione straordinaria, a condizione che le stesse siano sostenute nei quattro anni dall’acquisto dell’autoveicolo.
Detto questo ritorniamo ad esaminare la risoluzione 4/2007 . In essa l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, per espressa previsione della norma, le agevolazioni spettano qualora il veicolo sia intestato al disabile o al familiare possessore di reddito di cui risulti a carico.
Tutto questo in risposta ad un quesito riguardante la possibilità di riconoscere – previa annotazione sul libretto di circolazione della cointestazione del veicolo tra i genitori – le agevolazioni in capo all’autoveicolo intestato alla moglie, fiscalmente a carico, con il figlio disabile, del coniuge.
Le Entrate , proprio in considerazione della chiarezza della norma, non ha ritenuto possibile l’interpretazione per cui la stessa possa essere applicata anche in caso di cointestazione del veicolo, anche se i due coniugi risultano in comunione dei beni. Il motivo è inoppugnabile : “..poichè le norme in discorso recano norme agevolative — si legge nel testo della risoluzione – l’interpretazione delle stesse non può fondarsi su criteri analogici o estensivi..”.

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