Il paradosso del Palasport di Chieti privo di barriere architettoniche all’esterno ma presenti all’interno

Barriere ArchitettonicheAccessibile ma non fruibile. E’ questo il paradosso del Palasport di Chieti, in località Tricalle, priva di barriere architettoniche all’esterno, senza scivoli e rampe d’accesso all’interno. L’edificio nel corso di due anni ha ricevuto diversi lavori di manutenzione che avrebbero dovuto portare, così come stabilisce la legge 13 n. 227 del 1996 recante le norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, una totale accessibilità degli spazi interni tale da consentirne la fruizione (art 13). Nel 2007 ci sono stati i lavori  in vista delle finali dell’Eurobasket femminile in programma in Città il sette ottobre.

 All’ora come oggi però le norme che regolano il completo abbattimento delle barriere architettoniche sono state rispettate solo in parte: i disabili possono entrare nel palazzetto ma a loro sono riservati dei piccoli spazi ai lati delle quattro tribune, a disposizione bagni adattati alle loro esigenze, cosi come stabilisce la legge, ma per il resto non possono accedere al campo né agli spogliatoi. I disabili quindi possono partecipare alle manifestazioni sportive come spettatori ma non come giocatori. A denunciarne la situazione è Franco Zuccarini presidente regionale del Comitato italiano paralimpico che ricorda come l’edificio avrebbe dovuto ospitare nel 2007 un torneo internazionale di basket in carrozzina, ma vista l’inaccessibilità al campo e degli spogliatoi il progetto fu messo da parte.

Oggi il palazzetto, come due anni fa, è sottoposto a lavori di ristrutturazione perché tra un paio di settimane ospiterà due gare, la pallavolo e la ginnastica ritmica, in programma nei Giochi del mediterraneo di Pescara dal 26 giugno al 5 luglio. Redattore sociale insieme a Franco Zuccarini è entrato nell’edificio per fare un sopralluogo. Purtroppo le scale bloccano ancora l’accesso al campo e agli spogliatoi. Si stanno rifacendo la pavimentazione di alcune gradinate, si è predisposto una sala stampa per i giornalisti con tanto di collegamento internet, ma il problema delle barriere per adesso è ancora lì. “Quello che dispiace – dice amareggiato Zuccarini – è che per la seconda volta si mette mano ad un impianto e per la seconda volta si trascura l’accessibilità e il diritto a i cittadini disabili di accedere come tutti gli altri non solo ad una struttura ma anche ad un servizio”.

FONTE:

SuperAbile.it

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