Disabilità in linea!!!

Tasto PcSe “accessibilità” significa “concreta possibilità di utilizzo di uno strumento anche da parte di persone diversamente abili” allora anche nel campo della telefonia mobile siamo lontani dal poter parlare di “piena accessibilità”.
Tornando indietro di un decennio si finisce in piena “preistoria”, quando la tecnologia Etacs non consentiva ancora l’invio degli sms.
I non vedenti allora avevano, sì, la soddisfazione di avere un telefono sempre a portata di mano ma potendone usare tuttavia solo pochissime funzioni (composizione rapida dei numeri e niente rubrica). Per i sordomuti le cose non erano più agevoli.

Nel 1976 veniva sviluppato in Germania il rivoluzionario telefono per sordi Schreibtelefon, capostipite degli attuali DTS (sistema di comunicazione scritta via telefono).
Ma ancora in pieni anni ’90, nonostante la legge quadro (n.104 del 5 febbraio 1992) che sancisce “la piena integrazione delle persone con handicap nella società”, in Italia gli uffici pubblici erano, per la quasi totalità, privi dei DTS.
Tuttavia si può dire che solo allora sia iniziato lo sviluppo della sensibilità verso il tema dell’accessibilità alla telefonia mobile.
Ma dalla sensibilità al concreto abbattimento delle barriere il passo è ancora lungo. Ed oggi a che punto siamo? Quali ausili offre la tecnologia alle disabilità che riguardano la vista e l’udito? I cellulari di ultima generazione giocano un ruolo fondamentale.
“Per noi non vedenti, spiega Marina Vriz, ex dipendente Ibm, dal 2000 alla fondazione Asphi che sviluppa progetti informatici per la riduzione dell’handicap, la vera rivoluzione nel campo della telefonia mobile è recentissima e risale agli ultimi anni con l’arrivo sul mercato di cellulari con sistema operativo Symbian (Nokia in testa) che permette l’istallazione di applicazioni specifiche.
Queste si dividono in due tipi: gli screen reader (come quelli realizzati da Talks che leggono tutto quanto appare sul display) e programmi come Audiophone che permettono l’utilizzo del telefono attraverso la voce (gestione rubrica, scrittura sms, stato della batteria ecc.).
Oggi penso che si siano fatti passi da gigante ma solo tre anni fa lo scenario era completamente diverso. Il sogno di tutti i diversamente abili”, conclude Vriz, “è quello che in futuro si possa pensare a nuovi strumenti già immediatamente fruibili da tutti e non più strumenti per normodotati adattati per i disabili”.

C’è attesa, invece, per gli esiti della sperimentazione del progetto Mobile Accessibile di IBM Italia in collaborazione con Nokia e Talks.
“Il progetto, racconta Franco Carminati di IBM e sviluppatore della soluzione, si basa sull’adeguamento dei terminali di ultima generazione Nokia 9500 Communicator e Nokia 9300 alle esigenze dei non vedenti per permettere loro il completo utilizzo, da un dispositivo mobile, delle stesse possibilità offerte dalla postazione fissa di un PC.
La voce svolgerà naturalmente un ruolo importante. La sperimentazione è iniziata lo scorso ottobre e si concluderà prima di questa estate. Subito dopo si passerà alla commercializzazione”.
Anche BT, colosso della telecomunicazione, ha proposto “un nuovo servizio in grado di consentire agli utenti di inviare messaggi di testo scritti sotto dettatura, dai telefoni cellulari ai telefoni fissi”.
In definitiva, però, nei negozi italiani le scelte sono praticamente orientate verso pochissime marche ed un numero limitato di modelli.
Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli annunci di nuovi prodotti per favorire l’accessibilità ai cellulari da parte di sordomuti e audiolesi. Il progetto della tedesca Rheinisch-Westfalische Technische Hochschule (RWTH), denominato Wisdom, mira a realizzare un nuovo tipo di telefono cellulare, in grado di interpretare in tempo reale il linguaggio dei segni.
Il progetto dovrebbe sfruttare la telefonia mobile di terza generazione.

Una ditta israeliana, la Cellcom, ha sviluppato un software, denominato LipCel, capace di emulare il movimento delle labbra così da permettere all’utente sordomuto di seguire la conversazione attraverso la lettura delle labbra di un’animazione sul display.
Installato sul computer portatile, tramite l’ausilio di un cavo o di una porta IrDA, il programma trasforma la voce in un vero e proprio volto tridimensionale animato.
In Italia non esiste ancora nulla di tutto questo. La Pubblica amministrazione, in varie regioni e con alterne vicende, da qualche anno benedice i “servizi di ponte telefonico” che permettono all’audioleso di chiamare, anche dal cellulare fornito di DTS, un operatore specializzato ed “utilizzarlo” come intermediario nella conversazione con un terzo soggetto (udente).
La video telefonata, sebbene sia una svolta importante, non è ancora ideale per i sordi poiché le immagini non sono fluide e non favoriscono il linguaggio dei segni.
E non sono state ancora del tutto superate le difficoltà legate alle interferenze provocate dai cellulari alle protesi acustiche, anche se vi sono dispositivi che permettono un discreto ascolto.
“Da circa due settimane ho un nuovo modello di cellulare, LG della Tre, racconta una utente, Monica Verlato, che ha risolto tutti i problemi di comunicazione nella mia vita di audiolesa.
Porto le protesi acustiche dotate di bobina T, grazie alla quale riesco a poter sentire bene solo questo tipo di cellulare, che è UMTS.
Posso sentire bene e senza difficoltà, addirittura meglio che sul telefono fisso di casa. Inoltre, il cellulare LG dispone di un display esterno luminoso che si illumina di colore blu se arriva una chiamata”.
Le case produttrici di telefonia mobile sono decisamente orientate a una logica di business e di profitto verso una clientela più ampia possibile rispetto al target decisamente ristretto dei non udenti.
Per i sordomuti (coloro che non possono avvalersi di protesi) ancora oggi l’unica possibilità di comunicare rimane il DTS (oltre i normali sms), con limiti evidenti i quali diventano insormontabili se si tenta di stabilire una comunicazione con soggetti udenti.

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