Lettera a Berlusconi e Storace per chiedere un censimento sui disabili italiani.

Logo HandicapQuanti sono i disabili? E da quali patologie sono affetti? Non si tratta di domande generiche, visto che da queste conoscenze dipende anche una corretta impostazione e pianificazione delle politiche sociali.
A pensarla così è “Sfida” (Sindacato famiglie italiane diverse abilità), che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al ministro della Sanità Francesco Storace.
Nella lettera, a firma del segretario Andrea Ricciardi, si chiede “un impegno del Governo affinché si faccia un accordo tra il Ministero della Salute, l’Istat e i sindacati dei Medici di Famiglia e Pediatri di Base in modo da realizzare in Italia, sull’esperienza del progetto pilota realizzato nell’Ausl FG/1 di San Severo, un censimento delle disabilità”.
“Oggi sappiamo, afferma l’associazione, che in Italia ci sono circa 3.000.000 di disabili e che circa il 15% delle famiglie italiane vivono il problema della disabilità ma, purtroppo, non conosciamo dati specifici relativi ai disabili.
Intorno alla disabilità non c’è chiarezza. In Italia non è mai stato fatto un censimento delle disabilità e delle esigenze vere dei disabili.
Eppure sappiamo che nel momento in cui un soggetto istituzionale, a qualsiasi livello, deve assumere delle decisioni inerenti alle scelte di obiettivi e per il perseguimento degli stessi, è necessario che valuti oculatamente i bisogni della popolazione e quantifichi le risorse occorrenti.
Per una corretta programmazione bisogna sapere non solo quanti sono i disabili ma anche il tipo di disabilità, perché i bisogni di un diplegico sono diversi da quelli di un tetraplegico o di un cieco o di un audioleso o di un autistico o di un disabile mentale lieve o grave o di un pluriminorato (contemporaneamente cieco, muto, non deambulante …), e diversi sono i bisogni di un bambino disabile da un giovane disabile o da un anziano disabile”.
“Quindi, continua, per una corretta pianificazione occorre aver chiaro la valutazione dei bisogni e la disponibilità del servizio per poter poi definire gli obiettivi e le priorità.
Da qui nasce la necessità di un censimento delle disabilità presenti sul territorio e delle diverse esigenze al fine di acquisire adeguate informazioni per la progettazione di interventi.
Occorrono i dati necessari a: analizzare i bisogni, le condizioni sociali e di salute della popolazione con disabilità; programmare, gestire e valutare i servizi forniti; monitorare la qualità e l´efficacia delle iniziative già attuate”.
“On. Presidente, conclude Ricciardi, l’Istat nel censimento decennale non inserisce le domande relative alla disabilità perché, da parte di molte famiglie, c’è una certa reticenza a rispondere a tali domande.
Nel territorio dell’Ausl FG/1 di San Severo, per superare il problema, forse psicologico, della reticenza a compilare il modello da parte delle famiglie dei disabili, si è svolto un progetto pilota nazionale in cui i disabili o loro familiari hanno compilato i questionari, preparati dall’ISTAT, presso i medici di famiglia e i pediatri di base.

Sabato 17 dicembre ci sarà a San Severo (FG) una tavola rotonda per la presentazione dei dati preliminari dell’indagine statistica sulla situazione dei disabili nei comuni dell’AUSL FG/1 voluta dall’Associazione Superamento Handicap e dalla Pastorale Sanitaria della Diocesi di San Severo, finanziata dall’AUSL FG/1, coordinata dal centro di epidemiologia dell’AUSL FG/1 unitamente all’Istat, con il patrocinio del Ministero della Salute e altri enti pubblici e privati, e con la partecipazione gratuita di molti medici di famiglia e pediatri di base, sempre dell’AUSL FG/1…”. Da qui la richiesta di prendere esempio dall’esempio foggiano e di promuovere un censimento a livello nazionale.

WWW.SINDACATOSFIDA.ORG
 

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